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mercoledì 31 agosto 2022

Zombi 2 (1979)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - L'hanno chiamato Zombi 2 perché Zombi non si poteva, avendolo già utilizzato, fallacemente dai titolisti italiani, un anno prima per la seconda pellicola horror della serie sui morti viventi di George A. Romero, in originale Dawn of the dead, tradotto "L'alba dei morti", e così doveva essere, spezzarono invece, tra l'altro, anche il senso dei titoli della trilogia originale, questo infatti non è un sequel. Scevro della critica sociale presente nella pellicola di Romero, si distingue difatti nell'essere il "classico" zombie movie, e divenuto ugualmente però (anche per via del nome in cabina di regia) un cult per gli appassionati del genere. Dopo aver sfiorato spesso il genere (si ricordi di Una lucertola con la pelle di donnaLucio Fulci con Zombi 2 realizza infatti quello che può essere considerato a buon diritto il suo primo horror (successivamente verrà ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà), un horror (chiaramente di matrice splatter) peraltro ben riuscito. Chiaramente non siamo ai livelli dei film del regista statunitense/canadese, ma il risultato del primo zombie movie del regista italiano/romano è più che buono. I limiti di budget ci sono, ma l'ambientazione esotica è ottima e certe scene gore (grande lavoro nel make-up) rimangono impresse, come quella dell'occhio trafitto ed altre molto divertenti come quella che vede uno zombie "subacqueo" ingaggiare un duello fino all'ultimo morso con uno squalo (la musica del fido Fabio Frizzi, simile Goblin, non è sempre calzante, invece). Nonostante sia pieno di difetti, soprattutto a livello tecnico perché la sceneggiatura è un po' poverella e a tratti trash all'inverosimile, è difatti tra i migliori film del filone "morti viventi", non dimenticando che è del 1979. Bello ed iconico il finale. Voto: 6,5

giovedì 30 giugno 2022

L'isola degli uomini pesce (1979)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2022 Qui - Chissà se Eiichirō Oda ha preso spunto da questo film per il suo capitolo omonimo presente in One Piece, difficile crederci, è plausibile invece che abbia preso solo il nome il prestito, dandogli tra l'altro ed obbiettivamente lustro. Perché, diretto in modo medio da uno specialista del poliziesco italiano come Sergio Martino (che pure il thriller ha spesso considerato, ricordando per esempio Tutti i colori del buio), questo film avventuroso horror ha sì dalla sua un ritmo discreto e qualche buona ripresa, ma per il resto siamo dalle parti del trash più puro, incontaminato. La recitazione è modesta, la messa in scena è sciatta, ma più per la povertà di mezzi che per incapacità, gli effetti speciali sono davvero cheap ed a volte sembrano volutamente di gomma. In questo senso, posso capire il budget ristretto, ma se la comparsa degli esseri mi ha fatto fare una grassa risata, un motivo ci sarà. Dovrebbero fare impressione, suscitare una certa inquietudine, invece, questi uomini cernia, o giù di lì, sembrano assemblati in quattro e quattr'otto (c'è un limite). La trama, fitta di avventura e misteri esotici, fa sembrare il film versione nostrana dell'Isola del Dr. Moreau ma il film nel complesso è poco riuscito, non tanto per gli effetti speciali dal sapore piacevolmente artigianale, quanto per la sceneggiatura approssimativa che affastella troppi temi, cadendo nel ridicolo troppo spesso. Insomma nel complesso il film è di quelli che non reggono né il passo dei tempo, né il buon gusto, ma che ha dalla sua simpatia e miseria, comunque brutto. Voto: 5