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giovedì 31 agosto 2023

Air - La storia del grande salto (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Non è chiaramente un film sul mitico Michael Jordan che non compare mai in primo piano e non spiccica una parola. Ma è un film sul successo che il suo nome ha portato su di un semplice paio di scarpe. Un film che è l'ennesimo centro nella vita registica di Ben Affleck: mentre come attore continua a convincere poco (il suo presidente della Nike è un po' troppo strano ed anticonformista per sembrare credibile). La storia che racconta ha sì i classici crismi dell'American Dream ma anche la forza di esaltare la caparbietà di un uomo (un Matt Damon decisamente in parte) che aveva visto prima di altri la strada giusta da percorrere e l'intuizione di "rappresentare" il futuro campione MJ disegnandone una figura materna forte dalla chiara visione imprenditoriale (l'ottima Viola Davis). Non sarà un capolavoro di pellicola ma è un lavoro godibile, ben calato nel proprio tempo ma anche nel nostro (visto che l'impero Jordan non si è interrotto come la sua carriera cestistica, ma continua ancora oggi). Per essere un film che parla in fondo di scartoffie di mercato, di incontri e conversazioni ha un rimo travolgente che non ti lascia respiro. L'arrivare subito al punto focale senza perdersi in lungaggini è un pregio. Voto: 7

domenica 21 luglio 2019

I primitivi (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/07/2019 Qui
Tema e genere: Questo film d'animazione del 2018 prodotto con l'incredibile tecnica della Stop motion ci racconta una storia di riscatto sociale, dove ci viene mostrato che non sempre il progresso tecnologico corrisponde esattamente ad un progresso sociale, anzi in alcuni casi è esattamente l'opposto.
Trama: I Primitivi racconta la storia di due mondi che si scontrano: quello pacifico dell'Età della Pietra e quello dell'Età del Bronzo, primo caso di industrializzazione dell'uomo. La necessità di nuove miniere porta il regime del Bronzo ad invadere le terre remote dei semplici abitanti di una valle verdeggiante e a requisirne le terre. Il protagonista, Dag, ottiene di sfidare l'oppressivo regime dell'Età del Bronzo in una partita a...calcio! Solamente vincendo la sfida contro la squadra più forte dell'Età del Bronzo, il Real Bronzio, i nostri eroi potranno tornare in possesso delle loro terre.
Recensione: Dopo Galline in Fuga, Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro, Giù per il tubo, Pirati! e Shaun: Vita da pecora, gli Aardman Studios continuano la loro personalissima strada nell'animazione di qualità e lo fanno ancora insistendo sulla tecnica della stop motion (nel loro specifico, la claymotion, con pupazzi di plastilina), sempre dannatamente affascinante anche se ormai praticata pochissimo dagli studi cinematografici, visto l'impegno di tempo e manodopera che implica (ultimamente però qualcosa sta cambiando). Come accaduto in passato, anche I Primitivi predilige una storia semplice e immediata che possa arrivare con grande facilità a un pubblico di bambini, senza però andare mai a discapito dell'intrattenimento per adulti e così le situazioni divertenti e i personaggi sopra le righe sono sempre inseriti in contesti incredibilmente ben strutturati a livello narrativo e forti di un umorismo tipicamente britannico che fa sghignazzare a denti stretti anche l'adulto più smaliziato (anche se le trovate, sia nelle situazioni, nei protagonisti, negli elementi scenici e in alcuni giochi di parole, sono, ahimè, spesso non molto efficaci nella localizzazione in italiano). Tra gag talmente sceme da risultare irresistibili (molte con protagonista il cinghiale Grugno, fedele compagno di Dag, doppiato, si fa per dire, dato che non parla, dal regista stesso), con un masso cacciatore provetto, un coniglio impaziente di essere mangiato e una mamma primitiva pronta a mettere in imbarazzo il proprio figlio primitivo, il film di Nick Park (che fa sorridere più che ridere, data la leggerezza e la spensieratezza delle gag disseminate per tutto il film) si dirige presto in una direzione "nobile" che mette in evidenza la lotta per far valere i diritti degli oppressi. Oppressi che prendono immediatamente le sembianze dei cavernicoli dell'età della pietra, scacciati dalle proprie terre dalla "civiltà" che avanza inesorabilmente. Non di meno viene evidenziato il fondamentale apporto femminile alla società, a volte ingiustamente sottovalutato, come nel caso di Ginna, promettente calciatrice ma impossibilità a praticare il suo sport preferito in quanto le donne sono escluse dai campi di calcio. Tuttavia, e poiché la storia de I Primitivi è quasi un grande classico del cinema sportivo: un gruppo di sprovveduti è costretto a confrontarsi con una realtà che, sulla carta, pare davvero imbattibile, l'originalità è ben poca. Fortunatamente questo non è però un film che si basa sulla storia. Ciò che convince sono le trovate sceniche e quei piccoli pezzi di genio che spuntano qua e là nel film, autentiche firme d'autore.