Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - Ambientato nel Montana americano durante gli anni '20, un Western che
ricorda nelle atmosfere e in uno dei temi principali un film di Ang Lee. La Jane Campion
realizza una pellicola rarefatta, dal
ritmo lento, più concentrata sull'introspezione psicologica che sulla
storia. Riuscito visivamente, e fotografato ottimamente, trova
un limite nell'essere eccessivamente criptico e un po' contorto (non ho
capito il titolo, per niente spiegato). Eppure si lascia guardare ed a
tratti affascina l'ambiguità e la
caratterizzazione dei personaggi quasi enigmatici e altalenanti nei loro
comportamenti, tuttavia, alla fine permane un senso di rammarico e di
insoddisfazione per un film che non soddisfa pienamente. Recitazioni
insomma, bene Benedict Cumberbatch,
un pò in sordina e prive di nervo le prove di Kirsten Dunst, Jesse
Plemons (che faville avevano fatto in Fargo) e Kodi Smit-McPhee.
Non male ma inferiore alle aspettative, allorché si arriva stremati e
annoiati al decisivo finale. Non do meno perché da qualche parte un
merito pure l'avrà, questo film (ben 12 nomination). Voto: 6
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Keith Carradine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Keith Carradine. Mostra tutti i post
lunedì 28 febbraio 2022
Il potere del cane (2021)
Labels:
Benedict Cumberbatch,
Frances Conroy,
Jane Campion,
Jesse Plemons,
Keith Carradine,
Kirsten Dunst,
Kodi Smit-McPhee,
Netflix,
Romanzo,
Thomasin McKenzie,
Thriller drammatico,
Western
lunedì 22 marzo 2021
I duellanti (1977)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2021 Qui - Grande esordio "in costume" per il talentuoso Ridley Scott
che un paio d'anni dopo sfornò due perle della fantascienza, da non
credere sia lo stesso regista che racconta questa amara storia d'onore
(o presunto tale) e rivalità, un eterno scontro nato praticamente per
nulla che coinvolge due militari e li accompagna oltre il tempo e le
guerre. Egli infatti fa capolino sulla scena cinematografica con una
pellicola dall'indubbia bellezza formale, che incornicia immagini
splendide e le mette al servizio di un racconto dal ritmo lento ma
incalzante, grazie anche alla narrazione fuori campo. Mostrando appunto
e fin da subito una grande padronanza della camera (specie nelle tenzoni
all'arma bianca, seguite a mano) ed una propensione all'utilizzo di una
grande fotografia (qui di Lyndoniana memoria, con il dovuto rispetto).
La storia del duello senza fine è affascinante e fa pensare alla
sostanziale stupidità sia del valore dell'onore (prettamente
testosteronico) sia delle guerre che si protraggono infinite (non a caso
il tutto è ambientato nel quindicennio della guerre sans fin
napoleonica). Una storia lenta, anche fredda (risentendo forse
dell'ispirazione letteraria, da Joseph Conrad), ma piacevole
perché racconta qualcosa di diverso e con un occhio, anche un po'
critico, verso quel periodo storico travagliato (nonostante tutto è un
gran film). Nervoso e senza requie Harvey Keitel, elegante Keith Carradine.
Esordio col botto, dunque, per un autore che, da quel momento in poi,
ci avrebbe abituato (quasi esclusivamente) a film altrettanto (ognuno a
modo suo) interessanti. Voto: 7
Iscriviti a:
Post (Atom)
