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lunedì 28 febbraio 2022

Il potere del cane (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - Ambientato nel Montana americano durante gli anni '20, un Western che ricorda nelle atmosfere e in uno dei temi principali un film di Ang Lee. La Jane Campion realizza una pellicola rarefatta, dal ritmo lento, più concentrata sull'introspezione psicologica che sulla storia. Riuscito visivamente, e fotografato ottimamente, trova un limite nell'essere eccessivamente criptico e un po' contorto (non ho capito il titolo, per niente spiegato). Eppure si lascia guardare ed a tratti affascina l'ambiguità e la caratterizzazione dei personaggi quasi enigmatici e altalenanti nei loro comportamenti, tuttavia, alla fine permane un senso di rammarico e di insoddisfazione per un film che non soddisfa pienamente. Recitazioni insomma, bene Benedict Cumberbatch, un pò in sordina e prive di nervo le prove di Kirsten Dunst, Jesse Plemons (che faville avevano fatto in Fargo) e Kodi Smit-McPhee. Non male ma inferiore alle aspettative, allorché si arriva stremati e annoiati al decisivo finale. Non do meno perché da qualche parte un merito pure l'avrà, questo film (ben 12 nomination). Voto: 6

lunedì 22 marzo 2021

I duellanti (1977)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2021 Qui - Grande esordio "in costume" per il talentuoso Ridley Scott che un paio d'anni dopo sfornò due perle della fantascienza, da non credere sia lo stesso regista che racconta questa amara storia d'onore (o presunto tale) e rivalità, un eterno scontro nato praticamente per nulla che coinvolge due militari e li accompagna oltre il tempo e le guerre. Egli infatti fa capolino sulla scena cinematografica con una pellicola dall'indubbia bellezza formale, che incornicia immagini splendide e le mette al servizio di un racconto dal ritmo lento ma incalzante, grazie anche alla narrazione fuori campo. Mostrando appunto e fin da subito una grande padronanza della camera (specie nelle tenzoni all'arma bianca, seguite a mano) ed una propensione all'utilizzo di una grande fotografia (qui di Lyndoniana memoria, con il dovuto rispetto). La storia del duello senza fine è affascinante e fa pensare alla sostanziale stupidità sia del valore dell'onore (prettamente testosteronico) sia delle guerre che si protraggono infinite (non a caso il tutto è ambientato nel quindicennio della guerre sans fin napoleonica). Una storia lenta, anche fredda (risentendo forse dell'ispirazione letteraria, da Joseph Conrad), ma piacevole perché racconta qualcosa di diverso e con un occhio, anche un po' critico, verso quel periodo storico travagliato (nonostante tutto è un gran film). Nervoso e senza requie Harvey Keitel, elegante Keith Carradine. Esordio col botto, dunque, per un autore che, da quel momento in poi, ci avrebbe abituato (quasi esclusivamente) a film altrettanto (ognuno a modo suo) interessanti. Voto: 7