Visualizzazione post con etichetta Dan Fogelman. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dan Fogelman. Mostra tutti i post

venerdì 17 luglio 2020

La vita in un attimo (2018)

Titolo Originale: Life Itself
Anno e Nazione: USA 2018
Genere: Drammatico, Sentimentale
Produttore: Marty Bowen, Wyck Godfrey, Aaron Ryder, Dan Fogelman
Regia: Dan Fogelman
Sceneggiatura: Dan Fogelman
Cast: Oscar Isaac, Olivia Wilde, Mandy Patinkin, Jean Smart, Olivia Cooke
Sergio Peris-Mencheta, Laia Costa, Àlex Monner, Isabel Durant
Lorenza Izzo, Annette Bening, Antonio Banderas, Samuel L. Jackson
Durata: 115 minuti

Oscar Isaac e Olivia Wilde in un film sul destino e l'amore.
Il quarantenne Will ricostruisce la sua travolgente love story con la moglie Abby fino al giorno della separazione.

martedì 19 febbraio 2019

La canzone della vita: Danny Collins (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/01/2017 Qui - La prima cosa che balza all'occhio in La canzone della vita: Danny Collins, film drammatico-musicale del 2015, è la presenza nel cast del mitico Al Pacino, ed è per questo che mi sono avvicinato a questa opera d'esordio del regista Dan Fogelman. Film che, così come dicono i titoli di coda, è ispirato ad una storia vera (del cantante folk Steve Tilston), quella di un anziano cantante (Pacino), dedito all'uso di droga ed alcol, con una compagna molto più giovane di lui, che scopre fortuitamente che John Lennon in tempi ormai andati gli aveva inviato una lettera di riconoscimento ed allerta al successo sfrenato. Lettera di poche parole che servono però al protagonista per mettere in discussione la propria vita, dandogli il coraggio di cercare il proprio figlio abbandonato quando era piccolo ma oggi gravemente malato. Denny trova la forza quindi di assistere il figlio, di aiutare nuora e nipotina, e si rimette a scrivere canzoni (cosa che non ha potuto fare più per esigenze dello showbiz, sotto indicazioni del suo manager, un bravissimo Christopher Plummer), ma sarà davvero in grado di vivere a pieno la seconda occasione che la vita sembra regalargli? Forse sì, forse no, comunque la pellicola parte molto bene, è ben diretta ed il regista esordiente almeno nell'ambito tecnico da una buona prova, funziona e gira benone per tutto il tempo in cui Al Pacino esegue il numero della 'vecchia rockstar piena di rimorsi' adagiata nel lusso ed infelice. Poi però man mano che si va avanti i piccoli cliché che nelle prime battute erano anche gradevoli diventano enormi, e il film naviga a ritmo ma senza picchi. La seconda parte per esempio dove classicamente il protagonista dovrà trovare la pace interiore è guardabile ad occhi chiusi ed è incernierata in passaggi forzati usati in questa tipologia di film.