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mercoledì 14 aprile 2021

Borat - Seguito di film cinema (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/04/2021 Qui - Torna il folle personaggio kazaco, protagonista di un film datato 2006, un film che sinceramente mi disse davvero poco all'epoca, anche perché la comicità del personaggio troppo surreale per i miei gusti, lo stesso con questo sequel, in cui a tratti si ride senza capire bene il perché. Il bersaglio stavolta è l'America Trumpiana (il protagonista deve consegnare un dono del presidente del Kazakistan al vicepresidente USA), ancora sotto forma di un finto documentario ma senza aggiornare il tipo di comicità che è sempre quella politicamente scorretta, misogina molto volgare e quasi mai realmente divertente. Sacha Baron Cohen tuttavia, si rivela dissacratore come sempre, gioca su ironie e situazioni forzate per farci riflettere, e ci riesce anche con questo film (dove la realtà supera, in parte, la comicità di Borat), e qui sta la sufficienza del voto che ho attribuito. Per il resto sono scarse le battute (alle volte un po' disgustose e poco divertenti) e le scene provocatorie/imbarazzanti (che a me non sempre piacciono, non così esplicite almeno). Se vale la pena vederlo? Direi di sì, ma se avete apprezzato e avete riso col primo Borat e con il Dittatore, non aspettatevi altrettanto da questo film, un film di cui due candidature agli Oscar mi sembrano esagerate, anche se nota di merito proprio per l'interpretazione della figlia di Borat: la brava e coraggiosa Maria Bakalova, che ne ha ricevuta una. Voto: 6

domenica 10 marzo 2019

Alice attraverso lo specchio (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/05/2017 Qui - Dopo il non proprio eccezionale primo capitolo, che era comunque uno spettacolo per gli occhi e il cuore, la voglia di vedere e le aspettative di un sequel erano sicuramente basse, dato che certamente non m'aspettavo qualcosa di veramente migliore, però tutto il buono fatto precedentemente, qui si scioglie come neve al sole, e non solo il Cappellaio Matto, come vedremo, ha perso la sua "moltezza", ma anche Alice stessa, che praticamente non più riconosciamo l'ha persa. Sarà per il tempo trascorso (ben 6 anni) da Alice in Wonderland, sarà per il cambio di regia, dal bravissimo Tim Burton allo sconosciuto James Bobin, solo autore dei due mediocri film su I Muppet, e per questo non propriamente adatto secondo me, sarà che Alice nel paese delle meraviglie lo conoscono tutti, mentre il romanzo Alice attraverso lo specchio, pochi, e probabilmente un motivo ci sarà (non so, non l'ho letto, e comunque qua il romanzo originale è stravolto, è rimasto solo il titolo, la trama è inventata di sana pianta) e allora quest'ultimo non era forse da portare sullo schermo, ma Alice attraverso lo specchio (Alice Through the Looking Glass), deludente fantasy del 2016, è solo l'ennesimo prodotto preconfezionato con una veste estetica e un impianto visivo che schiacciano la trama, per non parlare dei personaggi che a tratti risultano quasi ridicoli, soprattutto uno, ormai macchietta di se stesso nonostante le sue indubbie qualità recitative, che qui comunque non si vedono, perché Johnny Depp poteva rendere più interessante il suo personaggio, ma a questo giro proprio non ci riesce. Poiché questo film senza inutilmente girarci intorno è il classico seguito che fatica a decollare, un seguito in cui potevano cambiare anche il nome della protagonista (tanto con il materiale originale non ha assolutamente nulla a che fare) e avrebbero forse fatto una figura migliore.