Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - Garbato dramma sentimentale ambientato ad Ascoli Piceno alle soglie
della Seconda guerra mondiale. Una vicenda coinvolgente, dalla buona
resa drammatica. La caratterizzazione storica è semplice, pochi tocchi
qua e là, in superficie, ma corretta. La storia è sobria ed "educata":
presenta qualche ingenuità di troppo (specie nella parte finale) ma non
sbraca e non eccede mai in sentimentalismi e patetismi. Va bene che il
tema è piuttosto abusato nel panorama cinematografico, ma questo, è un
film sincero, sentimentalmente sussurrato, incentrato più
sull'evoluzione (non semplice) del protagonista. Nonostante le due ore
piene, le lungaggini quasi non ci sono (bravo in questo il regista Giuseppe Piccioni). Il cast fa la sua parte, compreso uno Riccardo Scamarcio quasi sempre ingrugnito, come suo solito. Lino Musella meriterebbe ormai ruoli diversi e di maggior peso. Benedetta Porcaroli
si mostra matura e attenta. Nel complesso un'opera (dalla efficace
colonna sonora) di buon livello che scorre in maniera valida. Voto: 6,5
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Sandra Ceccarelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sandra Ceccarelli. Mostra tutti i post
martedì 28 febbraio 2023
venerdì 5 luglio 2019
Red Land (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2019 Qui - Una pagina cruenta della nostra Storia, raccontata senza veli, senza indulgere in toni faziosi (non eccedendo in commenti, sottotitoli e indicazioni dell'autore fra le pieghe dei dialoghi dei protagonisti), con dedizione alla verità degli eventi, o almeno in modo tutto sommato verosimile, dopotutto non aspettatevi una ricostruzione storica fedele, anche perché i film storici, o tratti da storie vere, si prendono quasi sempre parecchie libertà). Red Land (Rosso Istria) infatti, film del 2018 diretto, sceneggiato e prodotto da Maximiliano Hernando Bruno, all'interno dei limiti di un punto di vista preciso, ossia quello della comunità italiana costretta ad abbandonare i territori ceduti alla Jugoslavia dopo la Seconda guerra mondiale (è chiaro che alcuni elementi utili non a giustificare, ma almeno a spiegare gli avvenimenti istriani del settembre-ottobre 1943 siano taciuti o appena accennati), e al netto di alcuni anacronismi e ingenuità, fornisce una versione tutto sommato verosimile della tragica vicenda di Norma Cossetto, laureanda dell'Università di Padova arrestata dai partigiani comunisti in Istria dopo l'8 settembre 1943, il cui corpo sarà riesumato tre mesi dopo dalla foiba di Villa Surani insieme ad altre decine di sventurati. Giacché il film, diretto con ambizione dal regista argentino, si impegna a tracciare un affresco corale di una resistenza strenua di un gruppo di paesani onesti e dediti al lavoro, colpevoli di aver assecondato, pur senza enfasi alcuna, l'ondata trionfalistica fascista in via di ritirata dopo l'armistizio e la resa del 1943. L'impegno e la buona volontà di narrare i fatti documentati dalle sanguinose stragi che hanno afflitto e falcidiato centinaia di innocenti nelle terre del Nord est del paese nei momenti cruciali e più drammatici del Secondo conflitto, sono senz'altro innegabili e suscettibili di merito e menzione.
mercoledì 26 giugno 2019
Gli sdraiati (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2019 Qui - Gli sdraiati (Dramma, Italia 2017): Con questo film, Francesca Archibugi e Francesco Piccolo si imbarcano nella difficile impresa d'analizzare il mondo giovanile da due punti di vista, ovviamente opposti: quello del padre e quello del figlio. Ma non solo: il film si propone di mettere in scena anche l'analisi della difficile vita di un bambino e di un adolescente, figli di genitori separati. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Michele Serra, Gli Sdraiati promette uno spaccato nella vita di una famiglia divisa, analizzando le mille difficoltà che, da ambo i lati, si devono affrontare per ottenere una pacifica convivenza. Si propone di farlo con leggerezza, con un doppio sguardo a seguire in modo molto intimo le vite dei due protagonisti, nel loro cammino verso la ricongiunzione. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Nonostante i più che nobili intenti, Gli Sdraiati soffre di grandi pecche, prevalentemente nella sceneggiatura, che rendono il film debole e incapace tanto d'approfondire la tematica, quanto di portare a compimento almeno una delle trame presentate. Vive di superficialità nel senso più stretto del termine: rimane a galla, senza mai sondare davvero alcuna tematica. Ogni sotto-trama resta ferma all'introduzione: veniamo a conoscenza della radice dei problemi comportamentali di Tito, ma non ci è fornita una soluzione, conosciamo i problemi relazionali di Giorgio, ma questo non ci permette di vedere un finale, lieto o tetro che sia. Una trama a metà, spezzata, che sottolinea i problemi ma non è in grado d'essere propositiva. Ma il problema non si pone solamente nell'assenza di una proposta risolutiva, che pure potrebbe mancare. Gli Sdraiati si caratterizza per una totale tendenza all'unilateralità, all'incapacità di vedere concretamente il mondo con gli occhi di un giovane e, soprattutto, nel saperlo dipingere. Ogni comportamento dei ragazzi è una sequela di facili stereotipi, tutti raggruppati a formare un mostro tentacolato, nessuna delle azioni e reazioni, da ambo le parti, riesce a godere della benché minima credibilità. Infatti il ritratto generazionale non funziona perché ogni elemento portato in scena è spinto al parossismo finendo per privare il pubblico del piacere della condivisione di sensazioni con i personaggi, figurine monodimensionali prive di umanità e che stancano dopo pochi minuti. A proposito dei personaggi (oltre ad una sprecata ed abbastanza inutile Donatella Finocchiaro, così come Barbara Ronchi, una barista della RAI purtroppo estremamente sacrificata dall'evolversi degli eventi), un gigantesco punto interrogativo riguarda Antonia Truppo, costantemente sopra le righe nell'interpretare una domestica trapiantata al nord che riveste un ruolo fondamentale nell'economia dello sviluppo narrativo del film. Un film in cui parzialmente a salvarsi è Claudio Bisio, ma non appunto la pellicola che scorre via, mentre si va altrove con la testa. Voto: 5
Labels:
Antonia Truppo,
Claudio Bisio,
Cochi Ponzoni,
Commedia italiana,
Donatella Finocchiaro,
Dramedy,
Federica Fracassi,
Francesca Archibugi,
Gigio Alberti,
Libri,
Sandra Ceccarelli
Iscriviti a:
Post (Atom)


