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venerdì 17 settembre 2021

Non odiare (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2021 Qui - Il soggetto (che traeva spunto da un fatto di cronaca avvenuto in Germania) era molto accattivante: un medico di origini ebraiche che rinuncia a soccorrere un uomo di fede neonazista. Così come lo sviluppo legato al senso di colpa poteva portare a una serie di accadimenti di un certo rilievo. La verità è che il film si sgonfia su se stesso, chiudendosi in quei silenzi che voleva narrare ma che alla fine non portano quasi da nessuna parte. Nonostante siano evidenti il peso delle azioni e le loro conseguenze, i personaggi sembrano essere tutti in grado di avere una seconda possibilità. Al film manca la benzina proprio quando doveva accelerare. L'attrazione tra la Sara Serraiocco e Alessandro Gassman (che comunque le loro interpretazioni l'unica cosa buona) mi è parsa una inutile forzatura (tanto per ravvivare il film alquanto noioso). Un po' monocorde nei toni, elusivo nei temi, nelle problematiche, un'elusività che sa d'incompiutezza. Esordio dai nobilissimi intenti per Mauro Mancini, che tuttavia firma un film che è didascalico e prevedibile in ogni dettaglio, e che gli è riuscito a metà. Voto: 5

domenica 21 luglio 2019

Easy - Un viaggio facile facile (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/07/2019 Qui
Tema e genere: Commedia on the road dai risvolti malinconici.
Trama: Un ex pilota aspirante campione, da anni depresso e obeso, accetta una strana richiesta dal fratello: portare in Ucraina la bara di un operaio morto per un incidente sul lavoro. Tutto facile? Mica tanto.
Recensione: Ancora un pilota protagonista al cinema, dopo il Loris De Martino di Veloce come il vento. Ancora una storia di fallimento, benché raccontata con toni lievi da Andrea Magnani. E ancora una bella sorpresa, da un cinema italiano che sempre più spesso si adagia e indugia su temi banali e stereotipi, tanto che ultimamente lo evito più frequentemente di prima. Ma in questo caso mai scelta fu più giusta, perché davvero riuscito è questo film. Un film di una leggerezza inusitata ma nello stesso tempo di una dolcezza interiore che non t'aspetti, tutto con un passo asciutto, sornione, con poche parole e niente virtuosismi inutili di macchina. Un divertimento mai sguaiato, incantevole e, soffusamente, surreale. Impaginato con un bello stile visivo, che a tratti ricorda i western, e accompagnato da un umorismo surreale tra Aki Kaurismaki e il cinema nordico (per minimalismo espressivo, vedi Virgin Mountain), l'opera prima (dopo tanti corti e documentari) di Andrea Magnani è infatti un'operina interessante e ben fatta (una pellicola deliziosa dall'atmosfera insolita e immediatamente riconoscibile), che si poggia sull'eccellente prova di Nicola Nocella (che si rivelò nel 2010 con Il figlio più piccolo di Pupi Avati), affiancato da un Libero De Rienzo un po' troppo uguale ad altri suoi ruoli nei panni del fratello, mentre il cameo di Barbara Bouchet si fa apprezzare, anche per autoironia. Una piccola opera che ha il coraggio di distaccarsi dai generi più in voga nel panorama cinematografico italiano, un road movie dalle atmosfere quasi scandinave, che attraverso un sottilissimo umorismo, una forte componente visiva, ma soprattutto un'interpretazione straordinaria, riesce a sorprendere. Easy - Un viaggio facile facile difatti, che racconta di un viaggio (nell'est Europa) costellato da una serie incredibile di sciagurati eventi e tanti paradossali inconvenienti, fa sorridere e fa riflettere. Tanto è vero si sorride, ci si lascia coinvolgere dagli eventi e si viene indotti in piccole riflessioni catartiche, utili a rendere questo Easy un viaggio di emozioni e sensazioni diverse facili da assimilare. Giacché questo viaggio pieno di ostacoli, quasi surreale, mette in primo piano, tra le altre cose, il tentativo di dare una scossa alla propria vita, sprofondata in uno stato di confusione cronica, come quella del protagonista incapace di cambiare "marcia". E insomma una pellicola (riuscita e convincente) che ricorda più il cinema estero che quello italiano. Una commedia sottile, triste e faticosa, ma ottimista. Porta sullo schermo un cinema indipendente che trae la sua forza da un soggetto accattivante e una realizzazione elegante. Un piacevole (desolato in tutti i sensi) viaggio a fianco di Easy, la bara di Taras e un carro funebre che si guadagna un posto tra i mezzi di locomozione più iconici in un road movie. Eppure, c'è qualcosa di troppo scritto e programmatico nella storia, che si innerva in tanti piccoli episodi cui si fatica a credere nonostante i disagi mentali di Isidoro. Mentre la voluta lievità del film si scontra a volte con scene sopra le righe o dovrebbero far ridere e non ce la fanno, con un umorismo più "imitativo" che originale e, soprattutto, efficace. Mentre il progressivo affondo emotivo porta a un finale meno toccante di quanto poteva essere. Un discreto esordio, con un ottimo protagonista e un gusto universale per il racconto, ma che vorrebbe essere poetico e risulta un po' forzato e a tratti irritante. Anche se il finale ha un bel guizzo, di quelli che migliorano un film non perfetto, ma anche che fanno pensare a come poteva essere più robusta tutta l'operazione con un po' più di cura. Tuttavia anche così, è innegabile non elogiare questa operazione, un'operazione originale ed interessante, ma soprattutto bella, simpatica ed ironicamente malinconica. Semplicemente irresistibile.