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mercoledì 13 ottobre 2021

Mulan (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/10/2021 Qui - Non male, ma onestamente non mi ha convinto totalmente, anzi, personalmente non ne sono rimasto molto entusiasmato son sincero. Il cartone del '98 visto mi piacque abbastanza (pur non rientrando mai tra i miei classici Disney preferiti), ma questo film è molto diverso, e meno riuscito (per la regista Niki Caro un deciso passo indietro dopo La signora dello zoo di Varsavia ed altri prima). Il tutto è formato da alti e bassi, la scenografia e la fotografia sono di ottimo livello, di certo l'aspetto migliore del film, colpiscono parecchio. La storia non scorre in modo fluido, dl coinvolgimento emotivo ne ho avuto molto poco e non è di certo travolgente, la figura della giovane donna che per sviluppare tutte le sue notevoli potenzialità deve rivelare e rivendicare il suo essere donna viene posta in una prospettiva che poteva essere certamente migliore, così come il riconoscimento del suo ruolo femminile da parte degli uomini. Molto meglio la parte iniziale del film, mentre nella parte finale perde molto. Non mi è dispiaciuta la scelta di andare incontro al Wuxia per quanto sia, dal punto di vista dei combattimenti, abbastanza debole. Si tiene l'attenzione tutta sulla protagonista e il resto dei personaggi non sono caratterizzati bene, sia per una questione di tempo, sia per scelte narrative. Più che altro sono degli stereotipi semplici da identificare. La protagonista Liu Yifei è brava (e bella il giusto) ma lo stuolo di nomi illustri a fare da contorno si adopera giusto il minimo (Donnie YenTzi MaJet Li e pure Gong Li), eccezion fatta forse per il villain di Jason Scott Lee. Alla fine risulta gradevole ma visto lo sforzo produttivo poteva essere ben altro. Purtroppo i live action continuano ad essere perlopiù sbiaditi. Voto: 5,5

domenica 30 dicembre 2018

Lettere di uno sconosciuto (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2016 Qui - Lettere di uno sconosciuto è un intenso e drammatico film del 2014 diretto da Zhāng Yìmóu, uno dei cineasti cinesi più importanti e famosi al mondo, regista tra l'altro di Hero e La foresta dei pugnali volanti. Ma questo film al contrario e diversamente dagli altri (come per esempio i "wuxia", cioè i "cappa e spada" asiatici prodotti da lui ultimamente) è una pellicola molto più introspettiva, sempre poetica, ma più personale. Protagonista della pellicola è Gong Li (la sua attrice musa, un'artista che ha interpretato con eleganza, magnetismo e profondità alcuni dei titoli più importanti e rappresentativi del cinema cinese degli ultimi anni). che interpreta un'insegnante che cresce umilmente la figlia Dan Dan, talentuosa ballerina macchiata dalla reclusione del padre Lu (Chen Daoming), oppositore della Grande Rivoluzione Culturale Cinese. Ma quando il padre esce dalla prigionia politica ritrova la famiglia spaccata dall'amnesia di sua moglie che non riconoscendolo continua ad aspettarlo, ma non si arrenderà mai e proverà sempre a far rivivere il loro grande amore. Una storia decisamente importante, purtroppo però a me non mi ha convinto. Certamente la storia d'amore tra i due è comunque molto bella, la storia politica è interessante, ma quello che non mi è piaciuto è stato proprio nelle smorfie, nei gesti che purtroppo il cinema di quelle parti usa spesso, ho trovato ciò alquanto irritante. Indubbiamente è un film comunque romantico e intenso, che emoziona e lascia però un velo di tristezza soprattutto nel finale. Bisogna dire che m'aspettavo qualcosa di diverso, ma nonostante tutto il film vale, certamente vederlo una volta può anche bastare. Voto: 6-