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sabato 30 aprile 2022

Notti in bianco, baci a colazione (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Una sorta di autobiografia, quella di Matteo Bussola, prima scrittore per diletto su Facebook e poi scrittore di successo, anche del libro che porta il titolo del film. Al centro della storia una famiglia come tante, a cui ci si affeziona in fretta. Merito dei toni scanzonati del film, che riescono a delineare fatti e personaggi in modo leggero. Notti in bianco, baci a colazione di Francesco Mandelli (che dopo alcune prove modeste finalmente si fa valere, anche se inutile è la scena in cui egli è protagonista) è infatti una commedia gradevole e leggera, che racconta cosa significa essere padre, marito e lavoratore autonomo oggi. Un'opera deliziosa e divertente che parla quindi in modo semplice di famiglia, lavoro precario, rapporti di coppia, ma anche di ciò che si aspira a diventare e di ciò che si diventa semplicemente perché la vita sceglie per noi. Alessio Vassallo e Ilaria Spada sono amabili ed efficaci nei loro personaggi, così come lo sono nei ruoli di contorno tutti gli altri. Gli manca forse la capacità di andare oltre, di essere più che una semplice e banale commedia, non peraltro esente da difetti, tuttavia commedia ben costruita e vivida, decisamente piacevole a vedersi, soprattutto per la sua onestà e sincerità. Voto: 6,5

sabato 19 gennaio 2019

Natale col boss (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2016 Qui - Natale col boss, una esilarante e demenziale commedia Natalizia (anche se il Natale è solo un'espediente, solo una mera questione di marketing, infatti nel film si intuisce che il periodo sia natalizio solo per una ghirlanda appesa alla porta di una protagonista) del 2015 diretta da Volfango De Biasi (Un Natale stupefacente, Iago, Come tu mi vuoi). Il film perciò è il classico cinepanettone annuale ma si differenzia molto da altre produzioni del genere, ciò nonostante questo mezzuccio è stata davvero una cavolata, tanto che non serviva, anzi, proprio per l'originalità e diversità sarebbe stato meglio non usarlo. Comunque la storia della pellicola narra di questo boss napoletano costretto a cambiare faccia per sfuggire alla polizia. Fa rapire due chirurghi e li costringe a fargli la plastica, ma il boss non viene trasformato in Leonardo Di Caprio, bensì in Peppino Di Capri. Inevitabilmente partirà la caccia ai due medici, che tenteranno di salvare la pelle tra mille disavventure, mentre due sconclusionati poliziotti indagano. Come detto in precedenza questo cinepanettone è molto diverso dal cinepanettone tradizionale, questo perché il regista come anche ultimamente il produttore hanno finalmente capito, non serve ambientare la storia in una località esotica, basta virare in qualcosa di diverso per intrattenere. Ovvero rifacendosi ai film di genere anni 70, vien fuori una commedia un po', ma molto poco, poliziesco, molto, ma molto, anche perché ambientato a Napoli, comico, sempre però nella tradizione della commedia italiana basata sul gioco degli equivoci, con appresso il tema di corna/sesso/amore e citazioni cinefile (Gomorra per esempio viene vivisezionato e deriso alla grande). Il risultato è perciò una serie continua di gag basata, come detto, sugli equivoci, ma, c'è un ma, il risultato finale non è quello sperato all'inizio. La commedia è assurda, i dialoghi grotteschi, anche se l'intreccio è ben costruito, le varie storie si incastrano in modo fluido, il meccanismo narrativo scivola via allegramente e si ride comunque volentieri ogni tanto, una cosa che fa sempre bene.

lunedì 17 dicembre 2018

La solita commedia - Inferno (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/03/2016 Qui - La solita commedia - Inferno è il nuovo inutile film comico de "i soliti idioti" Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio. Non è facile recensire questo film, in quanto è veramente imbarazzante definirlo tale, per la sua evidente bruttezza e inutilità. Continua il filone di pellicole incentrate sui vizi degli italiani e in generale dell'essere umano, da Italiano Medio e Ma tu di che segno sei?La solita commedia: Inferno infatti è una parodia della vita moderna e dello stress a cui siamo sottoposti, e anche sulla religione cristiana. 2015: l'Inferno è nel caos. Una schiera di nuovi peccatori arriva ogni giorno ad affollare gli uffici di Minosse. Ma l'Inferno è una struttura vecchia, antiquata: i nuovi peccatori, non trovando una giusta collocazione, si disperdono tra i gironi. I nuovi peccatori non si sentono rappresentati, non trovano posto tra i gironi infiammati e stracolmi perché le loro malefatte non sono state catalogate e previste. Ad esempio: dove possiamo mettere un hacker (sempre che sia un peccato degno dell'inferno), un tossico della tecnologia e dei devices, un consumatore internettaro di immagini porno, un salta file, uno stalker o un bestemmiatore da traffico? Lucifero perciò chiede aiuto a Dio, che decide di far tornare sulla Terra (e più precisamente in Italia) chi già una volta, a suo tempo, svolse questo compito con eccellenti risultati, Dante Alighieri, per catalogare i nuovi peccati e peccatori. Dante sceglierà come sua guida un ragazzo chiamato per l'appunto Demetrio Virgilio, il quale inizialmente crederà di essere preso in giro per via del suo cognome ma che alla fine, dopo essere stato convinto da Gesù, si deciderà ad aiutarlo. La giornata infernale dei due protagonisti si articolerà così in sei gironi ("Il bar alle otto del mattino", "Il traffico nell'ora di punta", "Il supermercato", "La pubblicità invasiva", "Il condominio" e "La movida") ed incontreranno svariati personaggi rappresentanti i vizi e i difetti della società moderna, dal molestatore di chi ha fretta al tecno incontinente, dall'adoratore della bruttezza al maniaco dell'ordine della pulizia...tutti gli uni contro gli altri in una giostra delle atrocità in cui ci si sguazza e ci si diverte. E' innegabile che questo film, più che demenziale e grottesco è profondamente e non politicamente e religiosamente corretto, ma il problema principale è che purtroppo per noi, è tutto dannatamente vero. Film che racconta vicende reali senza però mai criticare veramente, utilizzando piuttosto un occhio superficiale e non approfondendo con intelligenza certi temi sociali, rappresentando gli individui che esistono per le strade di un paese ormai pieno di idioti. L'idea e la trama è in partenza un'ottima idea, ma gli sketch (scadenti, davvero scadenti) non funzionano tanto, il duo (nonostante una discreta presenza scenica) vorrebbe criticare la società contemporanea con rimandi a personaggi dell'illustre passato, ma vengono troppo abbondantemente consumati con superficialità. Un ritratto impietoso di noi esseri umani, dalla dura lotta per la conquista del caffè alle otto del mattino, mentre un italiano medio, impreca e inveisce bloccato nel traffico o, ancora, intento a guadagnare posizioni nella fila della mitica "cassa 8" del supermercato. Una società promotrice di "consumatori di bruttezza", il vero e proprio business dei nostri tempi, come la pubblicità invasivaLe nuove tecnologie come "MessApp" (una specie di droga) che contribuisce a rendere sempre più alienati la generazione dei Non Giovani, i trentenni e i quarantenni di oggi, intrappolati in un purgatorio esistenziale caratterizzato dalla negazione, rispetto alla possibilità di affermazione come individui. Film che diventa poi, a tratti fastidioso, dove Dio è un alcolista, Gesù (una inguardabile Tea Falco) è un adolescente perditempo, la Madonna una gentile casalinga, i santi una manica di sguaiati arrivisti, Lucifero un performer spinto, Virgilio un precario rintronato e Dante un figurina da Treccani e tanti altri volgari e irritanti personaggi distorti. Non ha una colonna sonora vera e propria, non ha una seria regia, non ha una sceneggiatura, non ha degli attori degni del ruolo, non ha niente. Un film interessante, anche divertente, ma che sconsiglio. Voto: 4,5