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sabato 30 aprile 2022

Notti in bianco, baci a colazione (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Una sorta di autobiografia, quella di Matteo Bussola, prima scrittore per diletto su Facebook e poi scrittore di successo, anche del libro che porta il titolo del film. Al centro della storia una famiglia come tante, a cui ci si affeziona in fretta. Merito dei toni scanzonati del film, che riescono a delineare fatti e personaggi in modo leggero. Notti in bianco, baci a colazione di Francesco Mandelli (che dopo alcune prove modeste finalmente si fa valere, anche se inutile è la scena in cui egli è protagonista) è infatti una commedia gradevole e leggera, che racconta cosa significa essere padre, marito e lavoratore autonomo oggi. Un'opera deliziosa e divertente che parla quindi in modo semplice di famiglia, lavoro precario, rapporti di coppia, ma anche di ciò che si aspira a diventare e di ciò che si diventa semplicemente perché la vita sceglie per noi. Alessio Vassallo e Ilaria Spada sono amabili ed efficaci nei loro personaggi, così come lo sono nei ruoli di contorno tutti gli altri. Gli manca forse la capacità di andare oltre, di essere più che una semplice e banale commedia, non peraltro esente da difetti, tuttavia commedia ben costruita e vivida, decisamente piacevole a vedersi, soprattutto per la sua onestà e sincerità. Voto: 6,5

martedì 18 giugno 2019

Tonno spiaggiato (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/11/2018 Qui - Dopo vari tentativi più o meno riusciti (anzi, quasi nessuno) come attore non protagonista, ecco Frank Matano cimentarsi nei vesti di attore protagonista (e di sceneggiatore insieme al "suo" regista) in una commedia del 2018 di produzione sfortunatamente italiana. Una commedia scatenata e un po' folle in cui ogni verosimiglianza è abbandonata in nome del rischio e del tentativo di impostare una comicità slapstick il più possibile pirotecnica e fracassona. Forte appunto dell'apporto registico fresco e pimpante del fido sodale Matteo Martinez, consueto "braccio" tecnico dietro tutti i progetti salienti della sua fortunata carriera sul web, egli gigioneggia senza remora alcuna, ma il registro del demenziale gli sfugge quasi sempre di mano e la corrosività fumettistica del film si accartoccia puntualmente su se stessa. Le trovate molto coreografate non mancano, ma Tonno spiaggiato somiglia troppo spesso a un lunghissimo e interminabile sketch unico, nemmeno troppo riuscito, che di tanto in tanto si appoggia pretestuosamente al politicamente scorretto. Il risultato finale è pericolosamente in bilico tra sitcom e black comedy, con un'indeterminatezza controproducente. Tonno spiaggiato infatti, che racconta di un comico che, lasciato dalla ragazza a causa delle sue battute negli spettacoli sulla sua stazza, cercherà in tutti i modi di riconquistarla (anche e soprattutto in modo non proprio ortodosso) fa davvero ribrezzo. Giacché in Tonno spiaggiato, Matano e Martinez organizzano una storia-base semplice, anzi esilissima, e la riempiono solamente poi di situazioni, gag e personaggi, puntando molto sul demenziale mischiato (malamente) con il surreale, con una spruzzata di trucchi ed effetti tecnici sempre più virati su un "comico noir" quasi inedito in Italia. Senza negarsi riferimenti parodistici di vario tipo (quando Francesco si traveste da prete l'atmosfera diventa alla Dan Brown, o meglio ricorda i film tratti dai suoi libri).

martedì 18 settembre 2018

Tutto molto bello (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/09/2015 Qui - Tutto molto bello (ITA, 2014): Giuseppe e Antonio si incontrano nel reparto maternità dell'ospedale, ognuno in attesa della nascita del proprio primogenito. Non potrebbero essere più diversi: Giuseppe lavora per l'Agenzia delle entrate, è pignolo e convinto che tutti vogliano imbrogliarlo, e ha un forte accento toscano; Antonio è un precario, ha un buon carattere e vive alla giornata, non si preoccupa di nulla e ha un forte accento campano. In attesa del lieto evento, Antonio invita Giuseppe in pizzeria, e lì comincia un'odissea comica che trascina i due per bische clandestine, feste mascherate e assortite peripezie. Tutto molto bello è una contraddizione in termini, perché di bello c'è veramente poco nel secondo film da regista di Paolo Ruffini (dopo Fuga di cervelli, leggermente migliore). Manca un'idea di cinema, una qualsiasi: gli eventi si susseguono senza alcun senso della storia, dei caratteri, della realtà e persino della commedia. I personaggi di contorno sono semplicemente imbarazzanti (a parte la bella e spigliata sempre Chiara Francini), dal suocero di Giuseppe (Paolo Calabresi) con la forfora a nevicata al "cantante idiota" (Gianluca "Scintilla" Fubelli) allo psicopatico tatuato (Angelo Pintus, il più sprecato), ognuno improvvisa battute puerili. Nessuno ha reazioni credibili, nemmeno in chiave comica, con l'unica eccezione di Pupo (sì, il cantante), sottoposto ad una pioggia di sgradevoli battute sulla sua altezza, la sua presunta bigamia e la sua passione per il gioco d'azzardo. Divertente, ma non rivedibile. Voto: 5,5