Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Si vorrebbe morboso, ma non riesce a raggiungere la
stessa carica di erotismo di altre opere di Adrian Lyne. L'inizio del film segue una costruzione della tensione
molto
hitchcockiana e con rimandi al thriller contemporaneo.
L'ambiguità dei due protagonisti è sorretta dalla semplice ma efficace
scelta di sceneggiatura di inserire un classico elemento noir. Il tutto
regge abbastanza bene fino a quando
proprio la sceneggiatura decide di buttar via la tensione così creata
per puntare tutto su un cinema sempliciotto tipicamente odierno,
rifuggendo dalle ambiguità per mostrarci tutto (e spiegarci tutto) senza
che alla fine si indaghi sulla psiche di questi personaggi. Le brevi
incursioni erotiche sono marchio di fabbrica del
regista, ma il film si butta consapevolmente via senza avere nulla di
interessante da dire. A parte la bellezza conturbante della protagonista
femminile, Ana de Armas che oltre una scena di topless niente di più,
la pellicola fa
acqua da tutte le parti. Lo si segue tranquillamente, ma rimane la
sensazione che il brodo sia stato allungato fino all'inverosimile. Voto:
5,5
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