venerdì 16 giugno 2023

Amanti d'oltretomba (1965)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/06/2023 Qui - Sicuro e lineare non sono proprio i due aggettivi che si dovrebbero attribuire ad una storia di fantasmi, manieri, plagi e possessioni. Eppure sono quelli che vengono immediatamente alla penna guardando questo solido gotico, condotto da Mario Caiano senza lasciar spazio a svolazzi estetici ed avendo cura di riproporre luoghi, situazioni e canoni iconografici classici del genere con fermo polso registico d'antan. Molto ben giocato l'atout della morbosità grazie alla collaudatissima Barbara Steele e alla sorprendente Helga Liné, mentre Paul Muller innesca una melodrammatica teatralità. È ambientato in una sola location, un castello dagli interni lussuosi e i pochi esterni tetri, valorizzati da un adeguata fotografia in bianco e nero. La vicenda ha i suoi vertici all'inizio e nel gran finale, mentre nella parte centrale si possono ammirare alcune sequenze come quella dell'incubo. Atmosfera riuscita grazie anche alla musica per organo di Ennio Morricone. Non il massimo in termini di tensione ma storia che intrattiene in maniera valida. Forse datato, ma dignitoso. Voto: 6

L'altro inferno (1981)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/06/2023 Qui - Allucinante horror ambientato in un convento fuori dal tempo. Uno strano intrigo di sangue, tra suore, riti di sangue che portano (senza non poco tedio) lo spettatore in un viaggio infernale tra sonni eterni, sbudellamenti, "Argentiani" bambolotti appesi e... la sensazione d'un film in eterna necessità di minutaggio. Di buono c'è che Bruno Mattei (che chissà perché qui usa lo pseudonimo Stefan Oblowsky) conosce il mestiere, sicché l'assemblaggio musicato con i brani dei Goblin (seppur riciclati) e la fotografia, abbinata all'atmosfera e la cupa scenografia (del tetro monastero), salvano in parte un film altrimenti privo di contenuti e mordente. Un film con una valanga di cose che "non vanno" ma che inserite in un simile contesto di visionarietà allucinata trovano (tuttavia e paradossalmente) una loro sensata collocazione (al contrario per esempio del folle Riti, magie nere e segrete orge nel trecento). Verso la fine, grazie a scopiazzature da "Suspiria" assistiamo ad interessanti scene horror ed il film si riprende un po', ma per il resto, lacrime e risate. Voto: 4,5

L'uccello dalle piume di cristallo (1970)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/06/2023 QuiDario Argento esordisce alla regia con questo discreto giallo, avvincente e con adeguati e ripetuti colpi di scena, animato da cupa tensione e formidabili atmosfere "darkeggianti". I suoi cinquant'anni (e più) li dimostra tutti ma, va detto, se li porta molto bene. La trama è sviluppata a dovere (seppur non tutto è impeccabile, ed a livello di sceneggiatura ci sono delle forzature ed inverosimiglianze), la musica, come sempre (ma non sempre sempre) nei film di Argento, rappresenta un valore aggiunto, quasi un personaggio essa stessa, da cui lo spettatore difficilmente riesce a staccarsi, in questo caso poi si parla di Ennio Morricone, che ci propina una colonna sonora deliziosamente inquietante, come alcune scene del film. Forse il punto debole della pellicola è nella recitazione, nonostante gli attori fossero tutti di gran fama, pare quasi che il nostro regista (che aveva le idee chiare all'inizio, ma ultimamente non tanto, come dimostra l'orrido Occhiali neri) preferisse concentrarsi su altro (luci, atmosfere, zoomate, primi piani etc.) piuttosto che sulle inclinazioni ed inflessioni recitative degli attori. Ad ogni modo, film (più che buono, ma non eccezionale al pari di altri) che si vede e rivede assai volentieri. Voto: 7-