Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2021 Qui - Deludente questo sequel di Train to Busan. Non che il suo predecessore fosse un capolavoro, ma era un film tutto sommato divertente e ben fatto (una bella sorpresa indubbiamente). Anche Peninsula tutto sommato ha una struttura che nella sua semplicità si lascia vedere ed intrattiene per tutta la sua durata. Probabilmente il desiderio di esportabilità verso mercati esteri ha influenzato non di poco il suo stile. Tutto il film è parecchio derivativo, troppo per un film coreano e più conforme agli standard americani. Uso sproporzionato della CGI sia per gli zombie che negli inseguimenti, con i primi più simili ai birilli e gli automezzi non lontani dall'essere delle trottole. Grana grossa da film d'azione americano e tornando sul discorso inseguimenti credo che Peninsula sia un po' Fury Road con gli zombie (in CGI). Peccato perché Yeon Sang-ho, anche nell'animazione è un bravo regista (vedasi Seoul Station, prequel del sorprendente film del 2016) e secondo me ha fatto un film a metà strada tra il live action e l'animazione, senza eccellere nell'uno o nell'altro. Voto: 5
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martedì 31 agosto 2021
giovedì 6 giugno 2019
Seoul Station (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/09/2018 Qui - C'è voluto più tempo del previsto (quasi 7 mesi), ma finalmente sono riuscito a recuperare il prequel di un film che ha ringiovanito un genere, perché per tutti coloro che pensavano che le vie dello zombie-movie fossero finite, il 2016 (io tuttavia l'ho visto quest'anno) ci ha infatti regalato una nuova pietra miliare del filone: il coreano Train to Busan, esaltante blockbuster a tema, che con molta probabilità (e sfortunatamente però) potrebbe essere rifatto ad Hollywood. Train to Busan difatti è un film studiato nel dettaglio, ibrido e di estetica impeccabile, che in perfetto stile asiatico accosta aspetti tipicamente di genere, come l'invasione di infetti simil-zombie che innesca il racconto, a risvolti più profondi ed umani che si concretizzano nelle dinamiche genitoriali del protagonista e della piccola figlioletta (la mia recensione completa qui). Un film bello e convincente che fu il risultato sorprendente di un filmmaker alla soglia dei 40 anni che non si era mai cimentato in un lungometraggio in carne ed ossa, scorrendo il curriculum di Yeon Sang-Ho infatti, si trovano esclusivamente tre lunghi e due corti, tutti d'animazione. Uno di questi lunghi, Seoul Station, film d'animazione anch'esso del 2016, è proprio il prequel animato di Train To Busan, che si tuffa nella stazione ferroviaria della metropoli coreana per scoprire come sia nato e si sia propagato il virus letale (anche se le reali cause rimarranno ancora sconosciute). Un zombie movie d'animazione quindi, cosa che in verità è una novità assoluta, e che quindi per questo ha già molto per suscitare curiosità, a memoria, si tratta infatti del primo film dell'orrore animato a tema zombie, e questa peculiarità basterebbe a motivarne la visione, ma non solo, perché anche se la curiosità che potrebbe spingere appunto la visione come ha fatto con me potrebbe non essere comunque sufficiente, dato che si rimane un po' insoddisfatti dal risultato complessivo del prodotto, in Seoul Station ritroverete quel suggestivo incontro ed equilibrio tra dramma e tensione che fece la fortuna di Busan (direzione che parte proprio dalla stazione di Seoul), così come un sottile ma efficace ritratto degli angoli neri e delle falle della società coreana.
lunedì 29 aprile 2019
Train to Busan (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/01/2018 Qui - Mi ero ripromesso di vedere il prequel animato Seoul Station, ma non l'ho fatto, anche se certamente vedrò prossimamente, anche perché il suddetto, come mi sembra di capire e intuire non avrebbe comunque inficiato la visione del film originale, esso infatti non è propriamente la continua, ma un film a sé, e che film, perché Train to Busan, film del 2016 diretto da Yeon Sang-ho, uscito in home video solo ad ottobre e mandato in onda in Italia a metà dicembre del 2017, è un sorprendente "zombi" movie, dalla costruzione tutto sommato prevedibile ma di una potenza visiva pazzesca, con la tensione sempre altissima. Benché infatti sia difficile pensare di lasciarsi prendere da una trama abbastanza prevedibile come quella che riguarda gli zombie, il regista riesce abilmente e senza inventarsi nulla di particolare e inserendosi piuttosto bene negli schemi del genere, a ribaltare gli suddetti schemi, confezionando una pellicola ricca di suspense, ansia e partecipazione emotiva che non ti fa staccare lo sguardo dallo schermo neanche per un attimo, tant'è che non vuoi perderti niente di quello che succederà all'esiguo gruppo di persone sulle quali si concentra. Seguiamo difatti e con grande interesse lo svolgersi, e il progressivo deterioramento, della situazione all'interno di un treno in partenza da Seul e diretto a Busan, dove un giovane padre con sua figlia in viaggio per ricongiungersi con la madre della piccola, un gruppo di ragazzini in viaggio per un evento sportivo e una coppia in attesa del loro primogenito, si ritrovano costretti, a seguito di un anomalo incidente "infettivo" di una ragazza, ad escogitare un piano per sopravvivere il più a lungo possibile mentre la minaccia mortale, infernale incombe.
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