Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Un film (tratto dall'omonimo romanzo) che mira a ricostruire l'ambiente alto borghese in cui avvenne il celebre omicidio del Circeo. Il regista (Stefano Mordini) scava nelle psicologie dei personaggi partendo da un ipotetico ruolo nella genesi del delitto dovuto all'ambiente malsano dal punto di vista morale (di certo far ricadere la colpa alla dottrina cattolica è sbagliato ed inesatto, giacché erano per lo più universitari, e in questo senso fuorviante è il titolo), ma alcuni personaggi sono decisamente pleonastici e i continui salti temporali non giovano alla "compattezza" della pellicola. Sono invece pregevoli la ricostruzione ambientale e la prova del cast, con attori giovani assai credibili (tra questi la buona Benedetta Porcaroli). C'è qualche lentezza, qualche sotto-trama inutile, ma il film si lascia guardare e gli ultimi venti minuti colpiscono con discreta crudezza, seppur rimane la sensazione a fine visione, assai amara per la verità, di un racconto che volesse dare una spiegazione e/o addirittura una giustificazione a ciò che di terribile e inenarrabile successe. Voto: 6
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martedì 31 gennaio 2023
La scuola cattolica (2021)
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venerdì 31 luglio 2020
Euforia (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2020 Qui - Una delle cose che resta a fine visione è sicuramente la serena malinconia che il finale contagioso trasmette inevitabilmente. Il film è sostenuto da una discreta regia, di Valeria Golino (alla prova seconda), ma da un plot con tante imperfezioni. I personaggi principali pur in scena per due ore rimangono piatti. Le interpretazioni sono buone, frutto di due attori di mestiere che si divertono in scena donando anche siparietti di spontaneo realismo. Purtroppo non basta, almeno a far andare oltre la sufficienza questa pellicola, pellicola che inoltre spesso indugia troppo nella classica commedia all'italiana con qualche tinta tragica. Anche perché tranne che per pochi momenti non ho mai sentito che fossero fratelli, non c'era quel legame, ancora di più se si pensa che le due facce sono totalmente diverse (Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea). Forse così dev'essere (poteva la regista non scegliere il suo ex?), ma un po' più di accortezza nella scelta del cast era dovuta. Neanche troppo chiari gli intenti della regista, non saprei quanto il vero tema della regista appunto sia la malattia o piuttosto il rapporto fra fratelli, praticamente inesistente, dove la malattia rappresenta solo il modo per fare i conti con esso (e poi, il sacro e profano costante, risulta non sempre consono). Qualche figura collaterale mi è sembrata infine superflua, come tutta la pletora di amici di Matteo, ma il film rimane comunque solido, soprattutto per il fatto che questo film sulla bellezza della vita riesca a trasmettere ottimismo. Alla fine non resta infatti altro che la sensazione di folle attaccamento alla vita, che ognuno affronta in modo diverso, con l'augurio di non perdere mai la scintilla dello stupore. Voto: 6
martedì 21 maggio 2019
Lasciami per sempre (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/04/2018 Qui - Lasciami per sempre (Commedia, Italia 2017): Quando c'è, la famiglia ti pesa e, quando non c'è, ti manca. Sostanzialmente, intende ribadire questo la pellicola (e dubito servisse questo film per dire ciò, anche perché granché oltre essa non va), una commedia corale scritta dalla regista Simona Izzo insieme a Matteo Bondioli. Una commedia italiana sulla famiglia allargata tuttavia piena di luoghi comuni, di dialoghi risibili e personaggi troppo stereotipati. Perché in sostanza quest'opera, in bilico tra dramma familiare e commedia sentimentale (a base di coppie scoppiate, che scoppiano o in procinto di nascere), un'opera esuberante e caotica, seppur girata con un piglio anarchico e sincero, per un tema che evidentemente le sta molto a cuore, non è del tutto riuscita. Lasciami per sempre infatti, che racconta di una madre che organizza una festa di compleanno al figlio Lorenzo che compie vent'anni, riunendo così l'allargatissima famiglia, non è ben amalgamato e la sceneggiatura (decisamente negativa la prima ora piena di un'accozzaglia di personaggi così grottescamente folli da sembrare quasi irreali, solo passabile la mezz'ora finale perché più amabile, briosa e con qualche buona intenzione) è chiassosa e zoppicante. Un lavoro insomma accurato nella confezione, ma dalla scarsa consistenza sul piano dei contenuti (malgrado le sue buone intenzioni), basato su una serie di caratterizzazioni anonime nella loro sgraziata mancanza di garbo, di misura. Inoltre momenti comici sbagliati, interpretazioni sopra le righe di tutto il cast, tutti abbastanza acerbi i "giovani" soprattutto come presenze scenografiche (Myriam Catania, Andrea Bellisario, Marco Cocci) mentre abbastanza in linea quelli adulti (Barbora Bobulova, Maurizio Casagrande, Valentina Cervi e Max Gazzè, l'unico in verità perfetto nel ruolo e che si fa abbastanza apprezzare, soprattutto per il brano inedito incluso nella passabile colonna sonora, anche se il migliore è il più vecchio di tutti, Mariano Rigillo) e situazioni troppo banali, grottesche e scontate, non aiutano la riuscita di un film appunto caotico e abbastanza noioso. Certo, si fa vedere, anche perché è leggero, tuttavia nel complesso i 100 minuti passano troppo prevedibilmente, con un gran finale altrettanto telefonato nella sua ricerca ostinata di una soluzione accomodante e pacificante. Davvero troppo poco. Voto: 4
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