Visualizzazione post con etichetta Steven Caple Jr.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Steven Caple Jr.. Mostra tutti i post

mercoledì 31 gennaio 2024

Transformers - Il risveglio (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Per i detrattori di Michael Bay, sarà un inferno, per coloro che hanno amato i film (almeno fino al terzo), sarà un paradiso, soprattutto per gli occhi. Un film che, fatte le cosiddette "premesse", lascia sicuramente nulla a fine visione, risultando praticamente (e nonostante nuove ambientazioni e personaggi, ed altro regista, tocca a Steven Caple Jr.) una copia carbone (in parte becera) dei precedenti di Michael Bay, dove ne prende parecchi spunti soprattutto nel design dei robot (tamarri e grezzi come da vecchia scuola). Visto volentieri, non mi ha annoiato. Mi è sembrato un po' prevedibile e banale ma anche visivamente accattivante, perciò non me la sento di bocciarlo ma neanche di esaltarlo più di tanto (Bumblebee il mio Transformers). Intrattiene quanto basta, è sufficiente per me. In ogni caso c'è la minaccia di un probabile sequel, e non so ancora se ridere o piangere. Voto: 6 [Paramount Plus]

mercoledì 29 gennaio 2020

Creed II (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/01/2020 Qui
Tema e genere: Sequel del film del 2015 Creed - Nato per combattere, ed ennesimo spin-off della saga di Rocky Balboa. Un dramma sportivo che riprende alcuni personaggi e vicende di Rocky IV (1985).
Trama: Adonis Creed, appena diventato campione dei pesi massimi, viene sfidato da Viktor Drago, il figlio dell'uomo che uccise suo padre sul ring.
Recensione: Questo sequel non aggiunge davvero nulla di nuovo a quanto ci è stato fin qui raccontato dell'universo espanso di Rocky. Il film di Steven Caple Jr. ribadisce, cita, ripete, arrivando anche a momenti in cui la rivisitazione del modello originale del 1985 è talmente derivativa da risultare grottesca. Creed II tuttavia è anche un film commovente e potente. Un film che si prende i suoi tempi con intelligenza, che sa creare una tensione narrativa accattivante ed empatica, e che riesce persino a commuovere in certi frangenti grazie ad una interpretazione più che discreta dei suoi attori. Micheal B. Jordan torna nei panni di Adonis sempre più in conflitto nel decidere quale strada percorrere, cercando di allontanarsi sempre di più dall'ombra e dal retaggio del padre da cui si sente inghiottito. Tessa Thompson interpreta nuovamente il personaggio di Bianca, che cerca di conciliare la sua vita da musicista emergente con quello che prova per Adonis tentando di dargli tutto il supporto possibile. Oltre a Sylvester Stallone che riprende il ruolo di Rocky Balboa e torna in veste di produttore, rivediamo anche Dolph Lundgren (c'è anche un piccolo cameo di Brigitte Nielsen) nel suo storico personaggio di Ivan Drago, rancoroso, segnato dagli anni e dalla vita dopo la ingloriosa sconfitta con Balboa. Interessante il personaggio di Viktor Drago interpretato dal pugile Florian Munteanu, cresciuto con l'odio del padre e con un grande desiderio di approvazione e di affetto. Se il (sorprendente) primo film di Ryan Coogler (qui solo produttore, nel frattempo ha firmato il deludente Black Panther) raccontava soprattutto l'inseguimento della figura paterna da parte dei figli, in questo secondo capitolo il tema diventa il superamento di questa eredità, anzi, l'assunzione stessa del ruolo paterno, dal momento che Adonis qui di fatto diventa padre. Così non deve sorprendere che il serrato match finale sembri quasi tingersi di contorni psicoanalitici, con la vittoria che diventa una questione privata anziché sportiva. Adonis e Viktor sono molto simili, entrambi chiamati di fatto non più a eguagliare i fantasmi paterni, ma a riscattarli.