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sabato 20 agosto 2022

Automaton Transfusion (2006)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2022 Qui - Definito uno dei peggiori film del genere horror, e giustamente direi, questo è probabilmente il peggior film sugli zombie che abbia mai visto in tutta la mia vita. Non si può parlare né di dialoghi né di recitazione perché gli attori sono pietosi da tutti i punti di vista. Un film che, girato con 4 soldi, vanta (sorprendentemente) discreti effetti speciali ma una sceneggiatura inesistente, senza un briciolo di originalità. Va bene che risale al 2006 e in quegli anni non era ancora partita la moda totale sui "non morti" ma già a quel tempo si può dire fosse un prodotto inutile e fatto male. La regia non è di certo allo stato dell'arte (Steven C. Miller è un regista che stimo relativamente per via di "Silent Night", ma qui sembra un'altra persona, la sua parte peggiore probabilmente, che nel 2015 se ne usciva già con Extraction) e la scelta di usare queste riprese concitare e traballanti unite ad una fotografia amatoriale rendono la visione davvero indigesta. In compenso il sangue scorre a fiumi, scene splatter quasi decenti (due scene in particolare lasciano il segno) ma tutto il resto (appunto) è uno schifo totale. Disastroso il finale, che tale non è (incomprensibile scelta), un seguito ad oggi non è ancora arrivato, e per fortuna direi. Voto: 3

martedì 30 luglio 2019

Escape Plan 2 (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2019 Qui
Tema e genere: Prison movie sequel del film del 2013 Escape Plan - Fuga dall'inferno.
Trama: Anni dopo essere riuscito ad evadere da una prigione dalla quale era considerato impossibile scappare via, Ray Breslin ha messo in piedi un nuovo team di esperti di massima sicurezza. Quando però uno dei componenti della squadra scompare all'interno di una struttura ultra tecnologica, Breslin insieme a Trent DeRosa dovrà trovare un modo per accedere a quella che è considerata la prigione meglio nascosta del mondo, trovare il suo uomo e portarlo al sicuro.
Recensione: Nel 2013 fece la sua comparsa un film intitolato Escape Plan diretto da Mikael Håfström, un titolo che poteva benissimo finire nel dimenticatoio, se non fosse per la sua peculiarità, protagonisti del film erano infatti Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, per la prima volta insieme come coppia buddy style in un film, nel suo insieme la pellicola divertì il pubblico ed ecco quindi arrivare anni dopo un sequel, Escape Plan 2 - Ritorno all'Inferno (Escape Plan 2: Hades), un sequel che però non ha nulla in comune col suo abbastanza riuscito e (più o meno) convincente predecessore. Nel primo avevamo una storia articolata ma (abbastanza) convincente e godibile dove il peso della trama non ricadeva per forza sul piano action e sugli scontri corpo a corpo sfruttando così l'intelligenza e le capacità di adattamento dei due reclusi protagonisti che devono mettere dettagliatamente a punto un piano per evadere da un carcere di massima sicurezza. In questo secondo capitolo (di una purtroppo già confermata trilogia, anzi, il terzo è già al cinema) invece, diretto non più da Hafstrom ma da Steven C. Miller (regista anche del mediocre Extraction, evitati tutti gli altri usciti dopo), abbiamo una trama debolissima che ricalca e ricopia quella del primo film (con detenuto, Shu, in carcere di massima sicurezza munita dei più ingegnosi sistemi high tech dalla quale è impossibile evadere) ma mancano gli ingredienti essenziali che la rendano una storia godibile ed apprezzabile, manca il pathos, manca l'originalità, la suspense e mancano specialmente dei protagonisti carismatici ai quali affezionarsi e connettersi su livello emotivo. Il finale è sin troppo scontato e prevedibile e non riscatta affatto i minuti preceduti neanche con l'entrata in scena di Stallone che salva il suo team come un vero deus ex machina e svela il funzionamento dell'inespugnabile prigione nell'atto finale. Escape Plan 2 si riduce così ad essere soltanto un prodotto muscoloso e muscolare che fa leva sugli appassionati di arti marziali e delle lotte corpo a corpo, le quali certamente non mancano, ma fatica a convincere o appagare il resto del pubblico, anche quello con aspettative bassissime. Non aiuta nemmeno l'ambientazione low cost troppo statica, scura e buia dove si svolge il 90% dell'azione, scandita da fastidiose luci al neon verdi e rosse che poco centrano con la ricostruzione di un carcere seppur di stampo moderno e super tecnologico. Come commentare poi la scelta dei personaggi secondari che gravitano attorno al già indifferente Shu? Inespressivi, monotoni, disinteressati, scialbi e annoiati. Si ritorna allora a ribadire il concetto che al film manca il pathos e la convinzione necessaria a voler creare un prodotto mediocre ma decoroso in segno di rispetto per gli attori stessi (prima) e il pubblico (poi). Peccato.

giovedì 7 febbraio 2019

Extraction (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/11/2016 Qui - Girato con un budget piuttosto risicato, Extraction è un action movie del 2015 diretto da Steven C. Miller, attivo come regista dal 2006 con un inedito splatter movie "Automaton Transfusion", anche se quello che più conosco è Silent Night, discreto horror natalizio ma altrettanto semi-sconosciuto. Detto questo, non è il budget ridotto ne la scarsa voglia di recitare degli attori protagonisti (sebbene tra Bruce Willis, Kellan Lutz e Gina Carano nessuno riesca a dare un minimo di carisma al proprio personaggio) ma sono la regia di Miller assieme e la sceneggiatura di Max Adams e Umair Aleem a creare il disastro. La confusione regna totale sia nel dirigere ogni sequenza (specie quelle di azione) come nella gestione della trama sebbene questa sia piuttosto elementare. C'è un gioco di colpi di scena nel finale ma il risultato non cambia, Extraction resta un action inguardabile che si serve dei soliti "montaggi malamente spezzettati" per nascondere l'assenza di regia e di un minimo di coreografia dei movimenti, per fortuna dura appena 83 minuti. Comunque qualcosa di un film come questo che segue la storia di un rapimento da parte di un gruppo di terroristi che prelevano un agente della CIA quasi in pensione, Leonard Turner (Bruce Willis) c'è, ed è la 'sigla' iniziale molto fumettistica e la musica che la segue, poi però il film dopo una bruttissima introduzione, stilisticamente e registicamente orrenda, comincia e finisce tutto, perché anche se è ovvio che la trama non si riduce solamente ad un rapimento, quello che segue è fortemente prevedibile. Poiché al momento del rapimento, l'analista CIA Harry Turner (Kellan Lutz), figlio dell'agente rapito, decide (dopo aver scoperto della mancanza di un piano per salvare il padre) di far partire la sua operazione di salvataggio senza autorizzazioni con l'aiuto di una ex-fiamma, agente anche lei. Ripetutamente abbassato al livello di analista e sottratto alle azioni operative, l'agente infatti metterà in pratica il suo addestramento e dovrà affrontare i superiori, i terroristi internazionali per trovare il padre e anche per fermare la cospirazione, perché una deve esserci sempre, che ovviamente cambierà la sua vita per sempre.