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domenica 7 luglio 2019

End of Justice - Nessuno è innocente (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/03/2019 Qui - Dopo aver sorpreso tutti con la sua potente opera prima Lo sciacallo - Nightcrawler, Dan Gilroy è tornato dietro la macchina da presa con End of Justice - Nessuno è innocente (Roman J. Israel, Esq.), un film ancora una volta incentrato su un personaggio principale complesso e stratificato. Se il suo esordio era un thriller notturno e inquietante, in questo secondo lungometraggio, il regista che ha scritto e diretto questo film del 2017, opta per lo stesso genere, ma dandogli un contorno giudiziario ancor più politico: il protagonista, interpretato da Denzel Washington, è un avvocato di Los Angeles che ha sempre lottato per le cause dei più deboli, oltre ad essere un impegnato attivista per i diritti civili. Per le sue convinzioni e per combattere la sua battaglia per la giustizia, trascura la famiglia e la sua vita privata. Tuttavia, l'idealismo che ha contraddistinto la sua esistenza viene messo seriamente in discussione quando il suo socio in affari ha un attacco di cuore e a lui viene offerto un posto in un prestigioso studio legale gestito dal ricco e ambizioso George Pierce (Colin Farrell), uno "squalo" sostenitore di valori morali ben diversi da quelli che Israel ha sempre onorato. Due mondi completamente opposti, entreranno così in collisione, influenzandosi l'un l'altro. Nonostante l'appeal da film vecchio stampo, pronto a riproporre sul grande schermo uno schema consolidato, End of Justice si rivela una sorpresa. Il regista riesce infatti a scardinare i presupposti del legal thriller (anche questo un genere amatissimo soprattutto negli anni '80/'90) regalando allo spettatore un'esperienza cinematografica atipica. Perché più che concentrarsi sulle dinamiche strettamente giudiziarie e le pratiche da tribunale, il regista lascia difatti spazio al personaggio di Denzel Washington, quel Roman J. Israel che domina la scena con la propria contraddittoria presenza. Si tratta di un personaggio sopra le righe pieno di tic e di bizzarria, il che si sposa perfettamente con l'attitudine, potremo dire "gigionesca" dell'attore. Con quel faccione intenso che riempie l'inquadratura ad ogni scena e le movenze nevrotiche che fanno sembrare Israel talmente spostato da sembrare autistico, anche perché le battute che pronuncia si direbbero uscite da uno stato di dissociazione dalla realtà, Lui da veramente un'ottima prova.

martedì 5 marzo 2019

Unfriended (2014)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2017 Qui - UNFRIENDED (Horror Usa 2014): Di film di questo genere ne avrò visti già qualcuno (ovvero uno stalker "fantasma" virtuale assassino), per cui non che mi aspettassi granché, però oltre all'innovativa ma comunque stancante e pallosa idea di svolgere l'intero film tramite il computer della protagonista, non c'è altro. Poiché la scelta registica seppur leggermente originale, non spaventa, non coinvolge e non spiazza, il fatto che poi duri poco (70 minuti) non aiuta di certo alla pellicola, che si perde in banalità e scempiaggini sbandierate per giustizia divina, il finale poi lascia davvero interdetti. Voto: 4