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martedì 31 marzo 2020

I morti non muoiono (2019)

Titolo Originale: The Dead Don't Die
Anno e Nazione: USA, Svezia 2019
Genere: Commedia, Horror, Fantastico
Produttore: Joshua Astrachan, Carter Logan
Regia: Jim Jarmusch
Sceneggiatura: Jim Jarmusch
Cast: Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi
Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Iggy Pop
Sara Driver, RZA, Selena Gomez, Carol Kane, Tom Waits, Eszter Balint
Durata: 105 minuti

Jim Jarmusch dirige Bill Murray e Adam Driver in una zombie-comedy.
I defunti escono dalle tombe e assalgono gli abitanti di una cittadina. Un trio di poliziotti organizza la resistenza.

venerdì 12 luglio 2019

Paterson (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2019 Qui - Jim Jarmusch (che a quanto pare dovrebbe prossimamente tornare al cinema con un film con protagonisti gli zombie) è uno dei più importanti cineasti del cinema indipendente statunitense, regista, attore, sceneggiatore, montatore e compositore, tutte capacità nate da un grande impegno culturale e da un genio poliedrico tutto suo. In tal senso solo lui probabilmente, poteva osare tanto, poteva intitolare un film Paterson (questo suo ultimo film del 2016), ambientarlo a Paterson (città a venti minuti da New York), con un protagonista che si chiama Paterson. E che scrive poesie che si ispirano a William Carlos Williams (a quanto pare uno dei maggiori autori della moderna poesia americana), poeta di Paterson autore della raccolta intitolata "Paterson". Eppure il film è tutt'altro che cerebrale, anzi è di una semplicità quasi candida (ma affatto banale) nel mostrare la vita routinaria di un conducente di autobus (interpretato da Adam Driver, guarda caso "driver" vuol dire conduttore!) che si diletta a scrivere poesie, frutto dell'osservazione del mondo e delle persone che lo circondano. E del suo amore per la moglie Laura, dalle passioni volubili e cangianti ma deliziosa (e che porta un tocco di follia ma anche a suo modo di paradossale stile nella loro vita). Il film è scandito dal tempo (una settimana, segnalata giorno per giorno) e dalle poesie che scrive il protagonista su un suo taccuino. La moglie lo incalza perché le faccia conoscere al mondo, perché le ritiene bellissime, o quanto meno che inizi a salvarle fotocopiandole, lui si schermisce e rimanda. E quando sembrerà rassegnato a chiudere questa piccola finestra sul mondo, che lo spinge a vedere e ascoltare con attenzione quel che avviene attorno a lui e a tradurlo in immagini liriche, un incontro inaspettato gli darà forse un nuovo impulso. Paterson è uno di quei personaggi da cinema candidi e positivi: guarda con bonarietà il collega sempre lamentoso, ama la moglie anche nelle sue manie, sa dire o fare la cosa giusta (o almeno ci prova) quando si trova davanti a persone in difficoltà (come al pub, meta serale ricorrente) o semplicemente bisognose di ascolto.