Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - Drake Doremus dopo Equals si conferma amante del puro
romanticismo, inscenando un melodramma delicato ed appassionato ma che
si prende (purtroppo?) i soliti tempi rarefatti e dilatati, ed il mondo
di Orfeo è sempre vicino. Egli che lavora su una cinematografia che,
davvero, attrae o respinge come una calamita. Era successo con Equals
(che comunque non mi era dispiaciuto ed era pochino migliore) dove in
un futuro distopico immergeva un melodramma dai tempi così dilatati da
far succedere qualcosa dopo molto tempo. In Zoe il melodramma si
ripete, ed i tempi dilatati pure. Se lo spettatore non si assopisce
sulle soavi musiche (affascinanti ma il sonno sta in agguato) riuscirà
poi a vivere una storia d'amore delicata e sofferta, appassionata e che
pone le radici in profondità in una società molto più vicina a noi di
quanto il film voglia rappresentare. Doremus, attento lettore di amori
impossibili e torturati pone solo nel finale gli spunti di
approfondimento più interessanti, vi sono film sicuramente con un piglio
di ritmo più trascinante, ma per gli appassionati ci sta. Voto: 5,5
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martedì 28 febbraio 2023
venerdì 3 maggio 2019
Passione innocente (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2018 Qui - Passione innocente (Drammatico, Usa 2013): Dopo il discreto lavoro svolto con Equals, Drake Doremus ci riprova e nuovamente con l'amore e la passione, ma qualcosa non va come dovrebbe andare. Perché il film, che racconta di famiglie felici (apparentemente) che nascondono profondi disaccordi e dolori, e di una liaison tra un professore (Guy Pearce) ed una studentessa (Felicity Jones), non intriga, non emoziona, non coinvolge e non appassiona (se non per brevissimo tempo). Anche perché, seppur non male è il tutto, il ritmo troppo lento, i pochi dialoghi e le situazioni psicologiche troppo protratte nel tempo, non aiutano alla riuscita di un film dove forse il regista poteva osare di più. Dato che comunque l'idea della trama è buona (seppur abbastanza banale), la durata è giusta e gli attori/attrici (tra cui la bravissima Mackenzie Davis e la bellissima Jones) offrono una discreta interpretazione. Senza dimenticare che in parte Breathe In (titolo originale) risulta un buon film per riflettere su certe dinamiche interiori dell'anima che capitano anche agli uomini (non solo alle donne), ma curando meglio alcuni aspetti nella regia, ne poteva uscire qualcosa di meglio, peccato. Voto: 5,5
martedì 16 aprile 2019
Equals (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/12/2017 Qui - Ambientato in un presunto futuro in cui tutte le emozioni sono azzerate a favore di una compostezza e di un'uguaglianza fittizie, Equals, film del 2015 diretto da Drake Doremus e prodotto tra gli altri da Ridley Scott, è uno sci-fi a sfondo romantico che fa vivere l'amore vietato tra due ragazzi interpretati da Kristen Stewart e Nicholas Hoult, anche se al contrario dei classici young adult, si rivela essere qualcosa di un po' diverso. Anche perché seppur la trama analizza temi non nuovi al repertorio cinematografico ed anzi alquanto attuali come l'omologazione degli individui, la supremazia della scienza e dell'intelletto, la meccanizzazione del mondo, portando all'estero certe situazioni come il concepimento programmato o la conoscenza dell'universo come unico scopo di esistenza, esso è un prodotto che si distanzia dai suoi simili soprattutto perché, a differenza della frenesia, per esempio, di un Divergent, è un film che si prende i suoi tempi e sviluppa la storia senza fretta (come fosse una puntata di Black Mirror, ma senza la sua straordinaria profondità), tratteggiando con cura prima la società in cui si svolge la vicenda (dove in un mondo futuro privo di avidità, povertà, violenza e sentimenti, una nuova malattia minaccia di risvegliare emozioni sopite, instillando l'amore, la depressione, la sensibilità e la paura in chi ne viene colpito, prima di essere rapidamente allontanato dalla società e mai più rivisto), poi introduce i due "stars crossed lovers" protagonisti e racconta la loro storia d'amore che ricalca, per certi versi, quella classica di Romeo e Giulietta, dopotutto in tale contesto distopico, i giovani Nia e Silas vivranno sulla loro pelle i dilemmi generati da una relazione proibita. L'azione quindi, specialmente nella prima parte, è quasi azzerata, mentre nella seconda parte di film la tensione si fa via via più forte. E a ben vedere, il ritmo della narrazione rispecchia la storia stessa, all'inizio la ripetizione, l'automatismo, la staticità, poi, con lo sbocciare dell'amore fra Silas e Nia, il film si anima, si tinge di nuove sfumature, di quelle emozioni che i personaggi sono obbligati a reprimere.
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