venerdì 28 aprile 2023

Cheerleader per sempre (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Una brillante cheerleader all'ultimo anno delle superiori vuole diventare a tutti i costi la reginetta del ballo, ma un pauroso "incidente" la porterà a restare in coma per vent'anni. Al suo risveglio vorrà riprendersi tutto quello che gli è stato tolto. Divertente commedia targata Netflix che vede come protagonista una Rebel Wilson al solito straripante che fa della mimica facciale e del linguaggio sboccato i suoi cavalli di battaglia. Ci sono tutti gli elementi tipici degli high school movie e non manca nemmeno il momento strappalacrime che serve a rimpolpare il minutaggio. Il film (diretto da Alex Hardcastle e co-prodotto dalla stessa Wilson) in sé non è un granché ma racchiude qualche tema di attualità che inneggia al politicamente corretto, nonostante una sterilità di base e una poca originalità espressa. Strappa comunque qualche sorriso, lasciandosi guardare fino alla fine, ma le ingenuità rimangono e il coinvolgimento vero e proprio tarda ad arrivare. La cosa più sorprendente è il cambiamento fisico della Wilson. Voto: 6

Close (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Che bella sorpresa, un film insieme tenero e straziante sulla fragilità dei rapporti umani, sull'incerto confine tra amore a attaccamento, sul peso schiacciante del senso di colpa. E' infatti il racconto del rapporto tra due adolescenti che si incrina improvvisamente con conseguenze drammatiche. Il tono del film ricorda molto il cinema dei fratelli Dardenne. L'approccio è estremamente delicato, ma non mancano i momenti di tensione, il regista Lukas Dhont osserva i volti dei suoi (giovanissimi e bravissimi) attori per cogliere ogni emozione in un'età in cui i sentimenti sono puri, ma altrettanto forti sono le incertezze e la confusione, anche sulle tendenze sessuali. Il ritmo narrativo cresce in un climax quasi perfetto. Il regista non giudica e il finale, nonostante il dramma, è in qualche modo consolante e rasserenante. Unico neo, un inizio un po' lento con un susseguirsi di scene che tendono a replicare la stessa idea. In ogni caso è un gran bel film, anche se a costo di apparire incontestabile devo dire che mi aspettavo qualcosa di più. Non è difatti un capolavoro perché il coming of age è sempre a rischio di un qualche déjà-vu, ma la testimonianza di un talento già maturo all'opera seconda e un film di urgenza sociale tutt'altro che scontata (che l'Oscar meritava). Voto: 7

Living (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Evitando di fare paragoni con il film di Akira Kurosawa poiché si arriverebbe ad ovvie deduzioni, posso affermare che il film di Oliver Hermanus (l'aderenza al modello originale è comunque rispettata, con un pizzico di speranza in più al film del regista giapponese) si fa apprezzare per il suo modo garbato e molto "inglese" con cui si tratta dello spinoso problema con cui tutti noi dovremmo fare i conti. Il bravissimo protagonista (un certo Bill Nighy per dire) incarna alla perfezione quel passo mesto verso l'inevitabile che diventa in parte occasione di riscatto personale e familiare (fallito) e soprattutto sociale. L'ambientazione negli anni '50 fornisce al film (grazie al rigore della messa in scena e ai costumi) una patina vintage piacevole. Unica nota stonata il discorso finale del vigilante, qualcosa di retorico che stona un po' con quanto visto fino a quel momento. "Vivere" aveva bisogno di un remake? Probabilmente no ma se proprio si doveva fare direi che meglio di così era difficile. La sceneggiatura è infatti ben bilanciata, e avrebbe meritato più considerazione dall'Academy. Voto: 6,5