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lunedì 8 luglio 2019

L'amore criminale (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/03/2019 Qui - L'amore criminale (Thriller, Usa 2017): Non che mi aspettassi chissà cosa, però visto il livello di produzione (la regista è assistente alla regia di Tim Burton) e cast (Rosario Dawson e Katherine Heigl su tutti) mi aspettavo qualcosa di diverso o migliore rispetto a tantissime produzioni simili, e invece no. E' sempre la solita storia, è questo infatti l'ennesimo e banalissimo thriller di stalker in famiglia (l'intreccio ruota attorno alla nuova vita coniugale di Rosario Dawson e Geoff Stults e ai tentativi di rovinargliela messi in atto dai rispettivi ex, Katherine Heigl e Simon Kassianides), con atmosfere laccate da "A letto con il nemico", plot telefonato e dinamiche psichiche talmente scontate che, volendo, si potrebbe interrompere quando si vuole la visione e non perdere mai il filo del film. E insomma l'esordio dietro la macchina da presa di Denise Di Novi, è tutto fuorché "indimenticabile", il titolo originale Unforgettable non lascia scampo. Battute a parte, L'amore criminale è povero di idee, dato che non c'è traccia di originalità o di innovazione (è suggestivo ma scontato, la regia è tesa ma non brillante, la recitazione credibile ma nei limiti della banalità della vicenda raccontata per immagini) e quelle che ci sono finiscono presto fagocitate da situazioni inverosimili (i colpi di scena che dovrebbero sostenere la tensione e coinvolgere lo spettatore nella visione, piuttosto prevedibili e banali, si rivelano cliché già visti nel mare dei thriller analoghi per tematica e atmosfere) e dialoghi banali. Non mi soffermo sul finale poiché l'insulsaggine che traspare è piuttosto evidente, perciò chi vedrà il film (spero nessuno) capirà senza tanti preamboli. Peccato, perché il cast non era da buttare, anzi, volevo dare mezzo punto in più per le due protagoniste, la Heigl in particolare mostra autentica malignità psicotica (già brillantemente intravista in Home sweet hell) e il tema della violenza domestica particolarmente sensibile, ma la caratterizzazione pessima della storia non permette nessuna indulgenza. Voto: 3

martedì 26 febbraio 2019

Jackie & Ryan (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/02/2017 Qui - Jackie & Ryan, film del 2014 scritto e diretto da Ami Canaan Mann, alla sua seconda opera da regista, è un emozionante, semplice e musicalmente eccelso, dramma/comedy romantico. La regista infatti ci racconta una storia romantica agrodolce sagomando il personaggio di Ryan ai grandi del periodo del Folk Rock che girovagavano per l'America come cavalieri erranti invece a quello di Jackie ritaglia il ruolo di donna forte, una persona da cui poter sempre tornare, una ragazza dal viso dolce con un passato da cantante pop e un divorzio in corso, che deve lottare per avere l'affidamento della figlia, che il marito le vuol strappare via. Ryan al contempo è un musicista di strada che viaggia di nascosto sui treni merci e suona dove capita, e deve convincere se stesso che le canzoni che scrive meritano di essere ascoltate. Il loro incontro casuale difatti li porta a crescere insieme, sentimentalmente e anche nella convinzione di poter combattere e vincere le proprie battaglie. Non sanno se il loro rapporto durerà, ma sanno che è stato ed è importante per entrambi. Nei film di Ami Canaan Mann l'ambientazione, il luogo dove si svolge la storia narrata è un altro personaggio, e non di minore importanza. Lo era il Texas depresso e arido del suo precedente film (Le paludi della morte), lo è lo Utah di questo film, montagnoso e innevato. La musica, essenziale alla storia e al paesaggio, incornicia in modo egregio questa vicenda, e ai pregi del film si aggiungono una recitazione calibrata, quella di Ben Barnes, fin troppo 'pulito' per interpretare questo ruolo (anche se effettivamente fa parte di quegli attori che sembrano sempre più giovani di quanto siano), che però riesce a gestirlo e ad essere convincente (lontano dall'imbronciato e istrionico Settimo Figlio), e Katherine Heigl, non del tutto credibile ma ugualmente brava e infine una fotografia suggestiva, che alterna paesaggi sconfinati dell'America suburbana mostrati quasi sotto forma d'istantanea a momenti di puro movimenti come i treni merci sempre in movimento. Fondamentale ovviamente la colonna sonora che ci accompagna per tutta lo storia con canzoni originali e di repertorio Folk Rock. C'è la musica, infatti, al centro del film, intesa come paesaggio dell'anima che si va ad aggiungere oltre alle vedute panoramiche del paesaggio americano al patio di casa, nel silenzio che suggerisce le giuste parole alle canzoni.

domenica 18 novembre 2018

Home sweet hell (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2016 QuiHome sweet hell è un'inedita black comedy (commedia nera), nota anche con il titolo North of Hell del 2015, con Katherine Heigl, Patrick Wilson e Jim Belushi. La storia è incentrata su Don Champagne (Wilson), un uomo d'affari di successo con un lavoro soddisfacente, che sta vivendo la bella vita. Ha una casa splendida ed elegante, dei bei bambini, un business di successo ma è timido, introverso, represso e ha paura di sua moglie, dispotica, bipolare e affetta da disturbo ossessivo-compulsivo (Heigl), che per la sua famiglia ha già un piano preciso. La moglie, tanto bella quanto ossessiva infatti, controlla brutalmente qualsiasi aspetto della sua vita, e quando cede alle avances di una provocante e sexy collega (Jordana Brewster), avrà un'idea di cosa è capace di fare. Scoperto il tradimento, quindi, la spietata consorte 'inviterà' l'uomo a trovare una macabra soluzione, e non si fermerà davanti a nulla pur di mantenere l'ordine non appena il caos comincia a penetrare nel suo mondo perfetto e a distruggere tutto ciò che ha di più caro. Il film più che ridere fa sorridere, riflettere su come certe relazioni sono distruttive in tutti i sensi. Tanto forse troppo sangue, alcune scene curiose, qualche divertente piccola gag, ma nonostante questo il film rimane scialbo e troppo scanzonato, uccidere è facile ed è come se nulla fosse. Discrete le interpretazioni del cast, anche se Katherine Heigl per questo film ha ricevuto ai Razzie Awards 2016 la Candidatura per la peggior attrice protagonista. A me non è dispiaciuta e soprattutto il finale mi è piaciuto tanto, forse perché finalmente dopo Gone Girl, la vendetta si è consumata. Voto: 6