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venerdì 17 settembre 2021

The Nightingale (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2021 Qui - Il film che non ci si aspettava dopo Babadook, la Jennifer Kent s'arrischia con mirabile temerarietà su tutt'altre sponde e affronta gli orrori dell'imperialismo britannico nella natia Australia (siamo in Tasmania, per la precisione) tra aborigeni massacrati e sevizie sulle donne detenute, creando al tempo stesso un ritratto storico veritiero e una riflessione sulla violenza. Rispetto a molti altri film del genere (è a tutti gli effetti un horror del sottogenere rape and revenge) i tempi sono molto più dilatati e la violenza è molto più brutale e realistica. Oltre alla violenza fisica viene mostrata anche la violenza dell'uomo bianco verso le popolazioni indigene. Ma a parte questo non c'è molto altro. Le riflessioni ci sono ma non si sentono. La narrazione non brillando per originalità va via in (scontata) scioltezza. Una certa prolissità, soprattutto nel finale (che avrebbe beneficiato di un buon taglio di forbici), non toglie comunque incisività ad un film, servito fra l'altro da un'intensa recitazione della protagonista, l'italo-irlandese Aisling Franciosi, coraggioso. Per la Kent tuttavia, dopo il precedente molto riuscito, è un netto passo indietro, nonostante questo The Nightingale resti un sufficiente film. Voto: 6

mercoledì 16 gennaio 2019

Babadook (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/08/2016 Qui - Immancabilmente quando arriva l'estate arrivano anche tanti film horror, sia al cinema sia in tv, e come già molti prima di questo ho recensito e ancora recensirò, eccomi qui a recensire uno dei film Babadook (The Babadook) che l'anno scorso ha riscosso un grande successo e soprattutto un giudizio positivo di quasi tutti, compreso io che finalmente sono riuscito a vederlo. Perché questo film del 2014 diretto dalla regista australiana Jennifer Kent, al suo esordio, è un horror bello perché atipico. E' infatti un film horror che, finalmente, dopo anni di pellicole eccessivamente (e inutilmente) violente con storia tutte simili fra loro, propone qualcosa di diverso in modo diverso, prediligendo non gli effetti speciali, non le impennate sonore improvvise o le urla più forti, ma la storia, i personaggi e le loro caratterizzazioni, il vero cuore pulsante dell'orrore. Quante volte infatti capita di vedere un personaggio di un horror che, sentendo un orribile rumore fuori dalla porta, invece di nascondersi ci va incontro sapendo che morirà malissimo? Troppe. Ebbene questo non è quello che troverete in questo intrigante film. Ma questo è solo uno dei tanti pregi per cui elogiare il film, innanzitutto la trama, semplice ma intensa. Sei anni dopo la tragica morte del marito nell'incidente d'auto avuto quando la stava accompagnando in ospedale per il parto, Amelia vive da sola insieme al figlioletto, un bambino iperattivo e dalla fantasia molto vivace. Sam, infatti passa le sue giornate a costruire armi come balestre, catapulte o trappole per catturare mostri, è manesco tendente all'aggressivo e ha seri problemi di socializzazione. Amelia (palesemente depressa) invece è sola, triste e non riesce a superare la morte del marito. La vita dei due è tutt'altro che rosea, soprattutto appunto a causa del comportamento aggressivo del bambino e del rapporto troppo apprensivo che ha la madre nei suoi confronti, che li porterà lentamente ad isolarsi dal resto del mondo. Le cose purtroppo però non migliorano quando nella loro vita si materializza un libro di favole (chiamato Mister Babadook) diverso dagli altri, molto nero, cupo e spaventoso che viene prontamente messo via dopo la prima lettura ma continua a ripresentarsi fino a che la sua storia di un uomo nero che ti entra dentro fino a condizionarti non comincia lentamente ad avverarsi e intrappola i due nella loro stessa casa. Il libro infatti contiene immagini molto inquietanti e sembra più una maledizione che una storia per bambini e da quel momento quindi iniziano ad accadere strane cose in casa e la madre stessa inizia a subire una trasformazione che sembra qualcosa di più che un semplice crollo psicologico.