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lunedì 31 gennaio 2022

La nostra storia (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Un dramma familiare che svela una storia di coraggio e impegno sociale più forte della paura e della morte, sullo sfondo di una Medellín violenta e preda delle orribili contraddizioni interne che l'hanno agitata negli anni '70. Il dottor Abad Gómez si trasforma in una delle tante (troppe) vittime dell'ingiustizia e della mostruosità umana, un "uomo giusto" trasformato in un martire laico della scienza e del progresso, della lotta sociale contro le atrocità meschine che la vita troppo spesso infligge. Eppure, nonostante gli intenti nobili e la volontà di ricordare il passato più recente immortalandolo sul grande schermo, il film di Fernando Trueba finisce per risentire fin troppo di un'eredità letteraria di partenza che aleggia sulla sua resa, trasformando una narrazione per immagini in una trasposizione di parole drammatizzate, corpi e volti che incarnano memorie abbattendo (al contempo) il ritmo che sostiene e scandisce le coordinate spazio-temporali della settima arte, dilatandolo fino a far smarrire la concentrazione dello spettatore lungo il percorso tracciato dalla storia. Voto: 5,5

lunedì 27 maggio 2019

Truman: Un vero amico è per sempre (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/06/2018 Qui - L'amicizia è il dono più prezioso di cui un individuo può disporre, ovviamente se sincera, profonda e reciproca ed è quello che il film Truman: Un vero Amico è per Sempre sostiene e rappresenta. Il film infatti ci racconta di due amici di vecchia data che a seguito della malattia di uno si rincontrano a distanza di anni a Madrid e che insieme trascorreranno quattro giorni intensi (insieme all'inseparabile amico a quattro zampe del futuro "deceduto"), in cui e attraverso i toni lievi ed ironici della commedia, dimostreranno come l'amicizia sia più forte di ogni cosa. Difatti, la delicatezza con cui il regista catalano Cesc Gay racconta questa semplice e silenziosa storia di amicizia adulta, matura e involata verso l'ultimo saluto, è il segreto di questa pellicola, pellicola del 2015 che ha giustamente trionfato ai Goya 2016 premiando Javier Cámara e Ricardo Darín come attori, Cesc Gay alla regia e alla sceneggiatura e ovviamente il miglior film. Certo, la trama avrebbe potuto facilmente scivolare nel "patetico", nel pietismo o nel mieloso eccessivi o, almeno, in un qualcosa di "già detto" e dunque di fortemente scontato, giacché inserire un cane e un malato terminale nello stesso film assicura fazzoletti e un'abbondante dose strappalacrime a chiunque si accinga o sia ben propenso alla visione di una pellicola drammatica, invece il regista, grazie anche ad una sceneggiatura che non cede mai il passo al sentimentalismo, alla retorica, ai dialoghi monotonamente rituali che si ripetono gli amici cosiddetti per la pelle e che anzi perfino nei momenti più drammatici della narrazione è scritta con dialoghi pungenti, sferzanti, fatti di sfottò e battute al veleno, ma pronunciati con affettuoso stimolo dell'uno verso l'altro, riesce mirabilmente ed inaspettatamente a presentare una storia quanto mai vera, profonda e per nulla stucchevole: un inno all'amicizia che mai si consuma negli anni ma che, anzi, soprattutto nei momenti più critici, si consolida confermando la sincerità dei sentimenti.

sabato 19 gennaio 2019

La vita è facile ad occhi chiusi (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2016 Qui - La musica, soprattutto quella dei Beatles, fu negli anni '60 la colonna sonora delle aspirazioni e desideri di cambiamento di quella generazione e fu uno degli strumenti più potenti ed efficaci per veicolare e comunicare quell'esigenza. E' dalla voglia di ripercorrere quella stagione che nasce il piccolo, prezioso e poetico lavoro di Davide TruebaLa vita è facile ad occhi chiusi (Vivir es fácil con los ojos cerrados), pellicola del 2013, vincitore nel 2014 di ben 7 premi Goya. Per questo film il regista si è ispirato alla storia vera (un elemento interessante della narrazione) del professore di inglese Juan Carrión che incontrò John Lennon sul set del film di Richard Lester, Come ho vinto la guerra ad Almeria e al quale chiese chiarimenti sui testi delle canzoni. Poiché Antonio, insegnante d'inglese in una scuola retta da religiosi, vorrebbe incontrarlo perché le canzoni che ha registrato da Radio Lussemburgo hanno dei versi che gli suscitano delle perplessità, e solo John sarà in grado di dirgli se ha commesso errori nelle traduzioni, in quanto per favorire l'apprendimento dei suoi alunni (e anche perché è un fan dei Beatles) utilizza le canzoni dei Fab Four per invogliarli a tradurre. E quando perciò viene a sapere che John Lennon si trova in Almeria per girare un film decide di cercare di incontrarlo. Sulla strada per il sogno però il professore romantico incontra due giovani autostoppisti. Prima si imbatte in Belen, una ragazza incinta che è scappata dall'istituto in cui era stata rinchiusa e poi in Juanjo, un sedicenne che si è allontanato dall'abitazione in cui vive con i genitori e con cinque fratelli perché non sopporta più la rigidità educativa del padre poliziotto. Sarà insieme a loro che il professor Antonio cercherà di coronare il suo sogno. E dopo quell'incontro che ovviamente c'è (e forse grazie ad esso) gli LP realizzati dai Beatles riportarono sempre i testi delle canzoni, anche se non ho trovato conferma di ciò. La vita è facile ad occhi chiusi è un bel film, leggero e con una vena poetica che parla della necessità di inseguire i propri sogni, di tre anime sole ed incomprese che vivono con disagio la vita di oppressione che il paese impone, e che vogliono fare della propria vita qualcosa di diverso da quello a cui sembrano destinati. E il regista grazie anche alle ottime prestazioni dei suoi interpreti ricostruisce con grande tenerezza quella situazione mostrando tre solitudini di età diversa che sono alla ricerca non solo di John Lennon ma anche (e soprattutto del senso della loro esistenza).