Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/11/2018 Qui - La voce della pietra (Drammatico, Usa, Italia, 2017): Tratto da un romanzo di Silvio Raffo e girato rigorosamente in Italia, Voice From the Stone è un film vecchio stile, che non punta sugli effetti speciali, qui totalmente assenti, o sui sensazionalismi "usa e getta" ormai abusati e saturi nel genere thriller. La scelta intelligente e azzeccata del film in questione è che si propone come un film vecchio stampo, che punta tutto sul creare un'atmosfera di mistero imponente capace di avvolgere la pellicola, dal primo all'ultimo secondo. Peccato che l'atmosfera gotica e i panorami mozzafiato siano al servizio di un film che promette molto ma che si rivelerà purtroppo più debole del previsto. Il film infatti, che tratta una storia non originalissima e che ricorda qualcosa di già visto altrove, che tratta di fantasmi e di presenze, seppur in modo molto delicato e discreto, portando lentamente ma progressivamente la sua protagonista, Verena (che accetta un lavoro pedagogico per aiutare un bambino orfano di madre a parlare nuovamente) in un percorso discendente che la renderà incapace di distinguere la realtà dall'immaginazione, viene sviluppato in maniera del tutto inadeguata. La sceneggiatura risulta praticamente accessoria e secondaria mentre in buona parte del film non accade assolutamente niente, nessun colpo di scena, nessuna escalation emotiva, non succede niente che possa catturare l'attenzione dello spettatore o mantenerne intatto l'interesse. Anche la caratterizzazione dei personaggi risulta veramente poco incisiva e di poco spessore.
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mercoledì 19 giugno 2019
martedì 22 gennaio 2019
Bianco di Babbudoiu (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/09/2016 Qui - Il terzo film è Bianco di Babbudoiu, l'esordio cinematografico di Pino e gli anticorpi, i tre famosi comici usciti dalle file di Colorado Cafè. Oltre a loro (i protagonisti assieme a Caterina Murino, davvero inguardabile), compaiono molti altri comici isolani, da Benito Urgu a LaPola, fino a Dario Cassini, nel doppio ruolo di banchiere e usuraio, in una delle poche trovate divertenti della storia, e Valeria Graci. Il film (del 2016) infatti nonostante si basi su una storia abbastanza lineare e semplice, ha davvero poco di divertente. Bianco di Babbudoiu difatti, narra solamente (e senza mordente) le vicissitudini di una famiglia di produttori di vino, alle prese con la crisi economica. La storia dei fratelli Michele e Roberto Mannu, che insieme al cognato Stefano Fais gestiscono le tenute Babbudoiu, un'azienda vinicola fondata dal padre a Sassari, si ritrovano con centinaia di migliaia di euro di debiti e hanno solo 15 giorni di tempo per trovare il denaro necessario ad evitare il fallimento, si improvviseranno perciò banda criminale, in un'escalation di equivoci, situazioni demenziali ed episodi rocamboleschi che non porteranno a nessuna soluzione. Ma proprio quando tutto sembra perduto, ecco manifestarsi la risposta proprio lì, sotto i loro occhi, un bicchiere del buon Bianco di Babbudoiu…un vino rosso, fiore all'occhiello della casa di produzione vinicola. Appare subito evidente di come questa pellicola sembra non andare da nessuna parte, non è chiaro infatti quale sia il senso dell'operazione, se la promozione delle aziende vinicole sarde, o del turismo isolano, o dei tre comici protagonisti. Anche se è chiaro però che il risultato della loro partecipazione a Bianco di Babbudoiu sia molto al di sotto delle aspettative (e sottotono), perché il passaggio dal cabaret televisivo al cinema è uno dei più rischiosi, e purtroppo qui anche per colpa della scelta di essere loro tre gli autori della sceneggiatura, che non aiuta affatto, il film si perde. All'interno di una commedia dev'esserci una logica, una coerenza narrativa, una credibilità nella psicologia dei personaggi, una riconoscibile verità di fondo.
lunedì 7 gennaio 2019
Ustica (2016)
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