Visualizzazione post con etichetta Yassar Ali Maher. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Yassar Ali Maher. Mostra tutti i post

venerdì 5 luglio 2019

Omicidio al Cairo (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2019 Qui - E' possibile realizzare un noir sullo sfondo dei delicati eventi sociopolitici che hanno portato alla rivoluzione egiziana del 2011? Per il regista Tarik Saleh la risposta è affermativa e questo suo film ne è la prova. Vincitore del World Cinema Grand Jury Prize al Sundance 2017Omicidio al Cairo è un neo-noir misterioso ed enigmatico che, svolgendosi appunto a ridosso della rivoluzione egiziana del 25 gennaio 2011, intreccia la storia di un giovane poliziotto con i fatti realmente accaduti durante i moti della Primavera Araba. La pellicola, prodotta in Svezia, vede l'attore libano-svedese Fares Fares (noto a livello internazionale per Zero Dark ThirtySafe House e Rogue One: A Star Wars Story) nelle vesti di Noredin, poliziotto corrotto del Cairo a cui viene affidato il primo grande caso: l'omicidio di una famosa cantante, compiutosi in una camera dell'Hotel Hilton. L'indagine viene, prontamente, bollata come "suicidio", questa sentenza arbitraria non verrà accettata dal protagonista che, per una volta, andrà alla ricerca della verità contro il volere dei superiori, in particolare dello zio, capo della polizia (Yassar Ali Maher). Noredin si "perderà" ben presto all'interno di un complesso e quanto mai aberrante sistema politico/giudiziario che giungerà al suo culmine con l'avvento della rivoluzione. Thriller e politica si intrecciano dunque nella trama di Omicidio al Cairo che, nonostante il titolo, è ben più di un giallo ben congegnato. Sebbene infatti la componente mistery sia ben cadenzata, la story-line legata all'inspiegabile assassinio lascia spesso spazio a spaccati quotidiani dell'Egitto dei primi anni Dieci, dove correzione e povertà regnano sovrane. Il lungometraggio di Tarik Saleh riesce difatti a mostrare le contraddizioni (affrontate dal regista attraverso l'utilizzo di una sottile ironia ma divengono, anche, motivo di dramma) che puntellano la grande metropoli de Il Cairo, che diventa un riflesso dell'intero mondo occidentale. Terra decadente ma tutt'altro che desolata, la capitale dello stato egiziano si delinea come una moderna Babele, popolata da loschi figuri che spesso indossano maschere di un'apparente e falso perbenismo. I singoli personaggi si trasformano di conseguenza in modelli di giustizia, immoralità e ambiguità, abili nel rispecchiare grazie alla loro universalità anche la quotidianità dello spettatore.