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lunedì 27 novembre 2023

Ni no kuni (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/11/2023 Qui - Parto dalla premessa che di "Ni no Kuni" non ho mai provato i giochi, e del titolo sapevo solo che ricalca lo stile Ghibli, cosa evidentissima anche per chi non lo sapesse. Mi sono approcciato al film sia per la curiosità data dallo stile sia perché la trama (seppur banale) mi sembrava carina, il classico film da vedere senza enormi aspettative, sostanzialmente. Nonostante la visione sia stata più che piacevole, devo ammettere che (a distanza di un paio di giorni e a mente più lucida) la pellicola non sia assolutamente niente di eccezionale. Atmosfere coinvolgenti, bella storia, anche se girata in modo un po' raffazzonato, con le regole per passare da un mondo all'altro che vengono sconfessate quando serve alla sceneggiatura ed i legami tra i personaggi dei due mondi che non sempre sono descritti in modo lineare. Ma nonostante gli evidenti difetti, non mi è dispiaciuto. Forse perché il proposito di affrontare qualche tematica interessante c'è ed è evidente, per quanto poi cali nel prosieguo della pellicola. Una pellicola a cui manca il plus per essere qualcosa di più. Voto: 6+

mercoledì 24 novembre 2021

Modest Heroes (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/11/2021 Qui - Il primo capitolo della serie Ponoc Short Films Theatre raccoglie tre cortometraggi in tecnica mista (appunto) dello Studio Ponoc, uno studio di animazione giapponese in cui, qualche anno fa, sono convenuti alcuni animatori dello Studio Ghibli, e che ha già realizzato il lungometraggio Mary e il fiore della strega (2017). I corti animati che compongono questo progetto affrontano tutti argomenti diversi (due su tre sono fantasy), adottando differenti stili e toni. Il risultato finale è incerto, anzi, citando il titolo del progetto, modesto. Quel che mi ha lasciato più perplesso è l'inconsistenza della materia narrativa di ciascun corto. A questa considerazione fa leggermente eccezione il terzo corto, "Invisible" Man, forse il più centrato dal punto di vista delle suggestioni, sicuramente affascinante per la sua estetica, ma, comunque, incerto in alcuni passaggi del racconto. Il peggiore fra tutti mi è sembrato il primo, Kanini & Kanino, banale e ingenuo nella storia e nelle risoluzioni, sia narrative che grafico-estetiche. Life Ain't Gonna Lose è una storia di formazione carina (di un ragazzino allergico), ma innocua. Però, le riconosco il pregio di aver messo in scena con abbondanza di dettagli (il cibo!) vari aspetti della vita jappo. Punto a sfavore: rapporto madre-figlio e character design/cromatismi ricordano troppo (troppo) quelli di Ponyo di Miyazaki (e alcune soluzioni ricordano anche il mood estetico de La principessa splendente di Takahata). Insomma, lo Studio Ponoc merita attenzione, ma ha ampi margini di crescita. In particolare, mi auguro che si affranchi a sufficienza dagli standard dello Studio Ghibli, pur mantenendone la qualità formale. Voto: 5,5