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venerdì 13 agosto 2021

Tokyo Godfathers (2003)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/08/2021 Qui - Dopo aver esordito con uno psico-thriller (Perfect Blue) ed aver intrapreso il difficile campo del memoir (Millennium Actress), quel grande amatore del cinema occidentale che fu Satoshi Kon si cimentò con un genere a lui apparentemente non congeniale, il blockbuster natalizio per famiglie. E un po' a sorpresa, ma non tanto, dopotutto Satoshi Kon è sempre una garanzia, egli firmò un prodotto notevole, nonostante un finale un po' affrettato che penalizza un po' il risultato finale. Disegni stupendi e curati nei minimi particolari, storia accattivante, personaggi mai troppo comuni (i tre protagonisti sono un travestito, un alcolizzato e una bambina scappata di casa per un futile motivo). Peccato però che abbia abbandonato in questo lavoro quel surrealismo che avevo tanto apprezzato nei suoi film precedenti per confezionare un prodotto più lineare: ecco infatti una favola natalizia, confezionata in maniera diversa dal solito ma pur sempre legata ad alcuni cliché (la ricerca di una dimensione familiare che i protagonisti hanno perso per gli eventi drammatici delle loro esistenze viene sublimata nella tragicomica avventura alla ricerca della madre di una bimba abbandonata proprio sotto le feste natalizie). Non mancano comunque le trovate geniali e lo humor tipico del regista giapponese, in grado di strappare qualche risata anche nei momenti più drammatici. Tokyo Godfathers è indubbiamente il film più "normale" di Satoshi Kon, forse non il più bello (personalmente ho notato, nonostante l'interesse provato durante la visione, certi rallentamenti nello svolgimento della trama, che mi hanno leggermente annoiato) ma comunque ugualmente riuscito. Voto: 6,5

mercoledì 17 marzo 2021

Millennium Actress (2001)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2021 Qui - Come è stile di Satoshi Kon (ho visto solo Perfect Blue ma ormai riconoscibile), anche in questo film si mischia il reale e l'irreale, nello specifico i ricordi di una vecchia attrice si fondono con le trame dei suoi film e con la realtà del presente per narrare la vita di lei, dalla giovinezza, alla guerra, al successo degli anni '50 fino alla sua decisione di abbandonare le scene. La capacità del regista nel compiere questi lavori di fusione non si discutono è riescono spesso nell'obiettivo, solo alcune scene risultano troppo decontestualizzate per apprezzarle soprattutto in un'unica visione. Il finale invece è perfetto nell'enfatizzare una filosofia di vita che si può appoggiare come no, ma che sicuramente qui risulta valorizzata al suo massimo. Millenium Actress è la storia d'amore appassionata vissuta attraverso la chiave del ricordo, vissuto anch'esso interagendo all'interno del racconto, attraverso i vari generi cinematografici. Una storia universale di un sogno impossibile, un inseguimento che diventa esso stesso l'essenza dell'amore, divenuto ormai idealizzato e mitico come solo le immagini del cinema possono raffigurare. Un film d'animazione/i affascinante e visionario che rivela un certo gusto citazionista dello stesso regista giapponese attraverso quest'eroina d'altri tempi, dal cuore puro e fedele a quel sogno anche quando ne percepisce la sua fine. Bello e a tratti anche sinceramente commovente. Tuttavia la struttura narrativa risulta essere al contempo punto di debolezza e di forza. Nella trama infatti lirismo e noia, sostanza ed inconsistenza. Per questo motivo il mio voto è un 7 sofferto, con la speranza di un lieto fine per i miei prossimi "incontri ravvicinati" con un maestro che, al di là di questo piccolo inciampo, ho ancora ragione di ritenere più che degno di stupore e tremori. Voto: 7-