Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2021 Qui - Un
piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, Canzoni dal
secondo piano, You, the living: Roy Andersson aveva già
detto tutto e ammirevolmente, con una cifra stilistica sua, originale e
che rimane ben impressa. Sulla infinitezza finisce così per sembrare una
sorta di riassunto della precedente trilogia, di compendio del pensiero
del regista e sceneggiatore sul miserabile splendore dell'esistenza
umana, ma al di là di questo c'è ben poco da cogliere in questa
pellicola. C'è la grande arte del regista svedese, certo, la sua
capacità di creare scene e atmosfere con pochi e curatissimi dettagli, ma Sulla infinitezza non sembra il lavoro più ispirato
di Andersson, o quello che meglio esemplifichi le sue grandi
potenzialità come artista. Macro e micro si fondono nelle sue storie,
l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo (idea che dà il senso
del titolo italiano) si incontrano e sorrisi e lacrime trovano posto
contemporaneamente sul volto dei suoi protagonisti, da sottolineare come
di consueto il trucco che maniacalmente cerca di conferire un aspetto
cadaverico agli interpreti, aumentando il senso di smarrimento per lo
spettatore, e i movimenti di macchina sostanzialmente azzerati. Rare le
concessioni alla musica e un solo filo conduttore per l'intera opera:
una (alquanto inutile) voce off femminile che introduce le varie sequenze con testi a dir
poco laconici. Voto: 6
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Roy Andersson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roy Andersson. Mostra tutti i post
martedì 14 dicembre 2021
venerdì 12 giugno 2020
You, the Living (2007)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/06/2020 Qui - Così è la vita. Fatta di litigi e incomprensioni, piccole gioie e taciuti amori, stenti e privazioni. Coperto da una costante nebbiolina grigia che avvolge interni ed esterni, You, the Living (Du Levande) di Roy Andersson è un film surreale sul (non)sense della vita. In scena un manipolo di personaggi complessati e un po' depressi, annoiati e sull'orlo di una crisi di nervi. E' il ridicolo teatrino della vita (quadretti di ordinaria follia), dove ciascuno racconta qualcosa di sé. C'è chi, non sopportato dalla moglie, prepara il suo pezzo al trombone o alla grancassa per la parata militare del paese, chi non si sente amato e sfoga il suo astio gratuitamente sugli altri, chi si cruccia per una stupida offesa, chi sogna la pena di morte per una tavola imbandita mandata all'aria. Personaggi assurdi che incarnano tutta l'essenza di quell'inspiegabile senso della vita, che il regista prova nuovamente, nel secondo film della trilogia sull'umana esistenza a spiegare, anzi, ad immortalare. In questo senso la ricerca del grottesco è riuscita, l'atmosfera rarefatta è ben fotografata. I volti per descrivere le miserie dell'umanità sempre in bilico tra il tragico ed il comico, sono perfetti. Eppure il film nel giro di un quarto d'ora perde la sua freschezza, si riavvolge su se stesso e alla fine annoia. Ma seppur dei tre (Canzoni del secondo piano prima e Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza dopo) è a conti fatti il meno ragguardevole (l'anello debole), è comunque un film ugualmente intelligente e umanamente (purtroppo per noi) veritiero, i personaggi sono ciò che sembrano e le loro vite sono, altrettanto, ciò che sembrano: le nostre. E insomma un film (riuscito comunque) da non troppo sottovalutare. Voto: 6
sabato 11 aprile 2020
Canzoni del secondo piano (2000)
Titolo Originale: Sånger från andra våningen
Anno e Nazione: Svezia, Norvegia, Danimarca 2000
Genere: Drammatico
Regia: Roy Andersson
Sceneggiatura: Roy Andersson
Cast: Lars Nordh, Stefan Larsson
Bengt C.W. Carlsson, Torbjörn Fahlström
Bengt C.W. Carlsson, Torbjörn Fahlström
Durata: 96 minuti
Primo capitolo di una trilogia sull'umana esistenza del regista Roy Andersson.
Sogni, speranze e sconfitte di alcuni fragili e bizzarri personaggi, descritti sullo sfondo di una Svezia apocalittica. Tra questi, un padre e il suo problematico figlio internato in manicomio.
Iscriviti a:
Post (Atom)

