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lunedì 30 novembre 2020

Madeline's Madeline (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2020 Qui - Questo è un film (ad opera della filmmaker and performance artist americana Josephine Decker, personalmente incontrata nella puntata 7 della seconda stagione di Room 104, dove era l'ideatrice, regista e protagonista della stessa) che è un insieme di tante tematiche, raccontate anche con una certa originalità, ma certamente non per tutti. E' un film che partendo da una protagonista psicologicamente fragile, finisce per intrecciare l'esperienza teatrale, luogo dove la sfera privata incontra il processo creativo dell'opera teatrale. Abbastanza complesso, ambizioso anche nella forma, non proprio nelle mie corde, ma il concetto di pura esperienza emotiva che in fondo è alla base di questo lavoro e che deve essere vissuto a livello emotivo, non è niente male. Dramma sì, ma c'è di che gioire. Fari puntati su Helena Howard: la sua prova attoriale è convincente. Mentre tra il resto del cast merita una menzione la "direttrice" Molly Parker e la madre iperprotettiva Miranda July, già protagonista/regista di The Future. Voto: 6

venerdì 12 giugno 2020

The Future (2011)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/06/2020 Qui - Un film pieno di tutto, ma sostanzialmente della eterna paura dell'uomo verso il futuro, l'ossessione di invecchiare che si traducono nella fantasia del protagonista (interpretato da un anonimo ma funzionale Hamish Linklater) di poter fermare il tempo ma anche delle scelte e i cambiamenti che tali scelte possono comportare. I due, lui e lei, vogliono dare una svolta alla loro routine (con iniziative "originali") ma si ritroveranno divisi, separati per sempre dopo quattro anni di convivenza e amore. Il film propone in una chiave totalmente alternativa ma molto intelligente le tematiche riguardanti: la crisi tra coppie (Jason e Sophie), l'inesistenza di una vita sociale (entrambi hanno solo due amiche in comune, e sprofondano tutto il giorno in una noiosa routine legata al PC), la solitudine (entrambi i protagonisti si sentono soli, tanto che Jason si confessa parlando alla Luna), la paura di invecchiare e di crescere procedendo verso un futuro ignoto. Ma il tutto non è assolutamente condito da un clima drammatico o pesante. Il film ci propone infatti questi argomenti in chiave ironica, critica, onirica, mescolando la fantasia alla realtà, il reale col surreale (è un gattino abbandonato a narrare in parte la suddetta storia, che parte proprio dal presupposto che quando i due andranno a prenderlo sarà per loro la fine). Il che lo rende un prodotto molto gradevole da seguire (seppur con dei passaggi lenti e statici) e leggero che ti stimola a pensare e riflettere in modo non superficiale ma nemmeno troppo impegnativo, ecco spiegato l'uso dell'ironia, a tratti dello humor e il perché è condito da elementi surreali e magici. Brava Miranda July (che non conoscevo prima di questo film, non credo infatti d'aver visto Me and you and everyone we know), anche sceneggiatrice e regista del film, nel portare avanti egregiamente il film, anche se poi il film oltre la sufficienza non va, perché in ogni caso minimale e prevedibile, non in grado insomma di rimanere impresso, comunque non male. Voto: 6