Visualizzazione post con etichetta Masaaki Yuasa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Masaaki Yuasa. Mostra tutti i post

martedì 30 aprile 2024

Mind Game (2004)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Sperimentare senza sosta è il leitmotiv del film, un film che pone l'innovazione al centro della sua essenza. Tuttavia, come spesso accade, l'eccesso può distorcere e in questo caso l'incessante sperimentazione risulta essere fine a se stessa, un collage di idee casuali dei creatori del film, un film d'animazione tra i più folli e deliranti mai visti. L'elemento che ho realmente apprezzato è la scena d'amore, concepita in maniera straordinariamente eccentrica. Forse non riesco a valorizzare opere del genere perché "non vedo oltre il mio naso", ma a mio avviso questo film rappresenta un semplice banco di prova, dove si schizzano idee e si dà vita a tutto ciò che passa per la mente senza curarsi dell'esito. In Mind Game non trovo un filo conduttore, un significato profondo a quanto osservato. La morale è presente, incentrata sulla crescita personale e sull'importanza di godersi l'unica vita che abbiamo, ma si traduce in un carosello di colori lanciati sullo schermo senza un ordine logico. In conclusione, è sicuramente innovativo e unico, ma eccessivamente folle, e non in senso positivo. Voto: 6 [YouTube]

venerdì 30 settembre 2022

Ride Your Wave (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - La grafica non sembra tra le migliori e gli argomenti trattati, come l'amore e l'elaborazione del lutto, non sono tra i più originali ma il film di Masaaki Yuasa (e scritto da Reiko Yoshida) riesce nell'intento di coinvolgere e appassionare in maniera garbata e discreta, con l'aiuto di inserti fantasy che contribuiscono a rendere il racconto più dinamico. Alcuni personaggi sono caratterizzati quasi in maniera incomprensibile per atteggiamenti e peculiarità caratteriali, ma nel complesso anche loro hanno una valenza decisiva nella riuscita del film che, seppur a tratti un po' troppo smielato e malinconico (si passa da un eccesso all'altro), ha nelle corde la giusta capacità di intrattenere ed emozionare il giusto, senza rendere la visione fastidiosa o troppo prevedibile. Nonostante questo paga un po' lo scotto del genere Romance che negli ultimi anni ci ha abituato a bellissimi film quali "Your Name" (2016), "The Shape of Voice/A silente Voice" (2016) o "I Want to Eat Your Pancreas" (2018) e, rispetto ai quali sembra essere decisamente sottotono. Voto: 6+