Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/11/2023 Qui - Thriller (in parte certamente horror) ad eliminazione (quasi un ibrido fra lo slasher puro e il giallo all'italiana) che tutto sommato non mi è dispiaciuto. Certo la sceneggiatura non è esente da pecche (non mancano infatti le stupidaggini e le assurdità) e il regista se la prende piuttosto comoda (vivendo di alti e bassi, alternando momenti discreti ad altri scadenti), però riesce anche a far salire la tensione quando è necessario. Delitti non particolarmente sanguinosi ma diretti con una certa inventiva e il finale sarà pure inverosimile ma è innegabile che colga nel segno (di grande effetto difatti la festa di compleanno finale). Il cast non brilla particolarmente (le giovani vittime sono il solito gruppo di imbecilli), ma almeno c'è un attore di razza come Glenn Ford (chissà come ci sarà capitato) e c'è pure la bella Melissa Sue Anderson. Insomma, qualcosa funziona e qualcosa no (il ritmo lento non aiuta ed alla vicenda manca un po' di mordente), ma rimane un film divertente e cult del genere (e geniale sarà la "rivisitazione" 36 anni dopo, seguito incluso, ad opera di Christopher B. Landon), saggiamente amministrato da un onesto artigiano del mezzo come J. Lee Thompson (in carriera ha diretto più di una quarantina di film). Voto: 6
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lunedì 13 novembre 2023
lunedì 23 settembre 2019
Scanners (1981)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/09/2019 Qui
Tema e genere: Thriller orrorifico fantascientifico tra i più sconvolgenti e inquietanti di Cronenberg.
Trama: La Consec, una multinazionale del settore armamenti, è messa in pericolo da una misteriosa organizzazione formata da Scanners, individui capaci anche di uccidere facendo esplodere telepaticamente la testa degli avversari.
Recensione: Correva l'anno 1981 e il canadese David Cronenberg (un paio di cult già alle spalle e un occhio sempre più attento alle degenerazioni della società) si confermava regista dell'eccesso umano, con una delle punte massime di quella che sarebbe diventata la sua personalissima poetica. Muovendosi secondo il tipico canovaccio cronenberghiano, che parte da un problema manifestatosi a livello collettivo per poi proiettarlo nel privato del protagonista, Scanners (che prende il titolo dai soggetti in questione, persone dotate di potenzialità telecinetiche, in grado di penetrare nel cervello degli altri e manipolarlo a proprio piacimento) propone infatti come le opere precedenti il tema della pericolosità sociale e della scienza che modifica i corpi, ma al contempo trasporta il tutto in una dimensione più psicologica, e anticipa le tematiche dell'ibridazione uomo-macchina, della cospirazione e della ribellione che caratterizzeranno molti dei suoi lavori del decennio successivo. Non manca nemmeno l'elemento del body horror, che anzi caratterizza il celebre scontro finale in cui i corpi dei protagonisti vengono trasfigurati da gigantesche varici. Visti oggi, alcuni momenti (come quello in cui i poteri psichici vengono applicati ai "cervelloni" dei computer, o come quando gli attori si producono in improbabili smorfie di sforzo per dimostrare il proprio uso della telepatia) non possono non far sorridere, ma ciò non toglie nulla alla visionarietà di questo incredibile film di genere (strepitoso Michael Ironside nei panni di Revok, con ghigno inquietante al seguito, angosciante come il vociare altrui che si sovrappone nei meandri del cervello), che affondando le sue radici nelle sfumature dell'eterno duello tra il Bene e il Male e pure in quelle dei generi che si contaminano tra loro, dà vita ad un'opera debordante, ma non arcigna e quindi accessibile anche ai non appassionati. Se si deve cercare un difetto, si può notare che in Scanners manca un po' del ritmo a cui siamo abituati in un certo cinema d'azione. Si deve considerare però che siamo all'inizio degli anni '80 e non si trattava certo di una grande produzione. Inoltre Cronenberg è un regista che tende ad "umanizzare" l'horror, a farlo risalire direttamente dall'interno del nostro corpo o, come in questo caso, dai meandri della mente, creando una nuovo immaginario orrorifico che ha dato vita ad altri due blandi seguiti senza alcun motivo di interesse. Scanners invece resta (e sarà) una pietra miliare che apre (e aprirà) degnamente un decennio ricco di idee, quegli ormai lontani anni '80 pieni di classici. E pure questo è un grande classico, che mantiene fresco ed intatto il suo fascino ed i suoi contenuti di denuncia sociale, purtroppo più che mai attuali.
Trama: La Consec, una multinazionale del settore armamenti, è messa in pericolo da una misteriosa organizzazione formata da Scanners, individui capaci anche di uccidere facendo esplodere telepaticamente la testa degli avversari.
Recensione: Correva l'anno 1981 e il canadese David Cronenberg (un paio di cult già alle spalle e un occhio sempre più attento alle degenerazioni della società) si confermava regista dell'eccesso umano, con una delle punte massime di quella che sarebbe diventata la sua personalissima poetica. Muovendosi secondo il tipico canovaccio cronenberghiano, che parte da un problema manifestatosi a livello collettivo per poi proiettarlo nel privato del protagonista, Scanners (che prende il titolo dai soggetti in questione, persone dotate di potenzialità telecinetiche, in grado di penetrare nel cervello degli altri e manipolarlo a proprio piacimento) propone infatti come le opere precedenti il tema della pericolosità sociale e della scienza che modifica i corpi, ma al contempo trasporta il tutto in una dimensione più psicologica, e anticipa le tematiche dell'ibridazione uomo-macchina, della cospirazione e della ribellione che caratterizzeranno molti dei suoi lavori del decennio successivo. Non manca nemmeno l'elemento del body horror, che anzi caratterizza il celebre scontro finale in cui i corpi dei protagonisti vengono trasfigurati da gigantesche varici. Visti oggi, alcuni momenti (come quello in cui i poteri psichici vengono applicati ai "cervelloni" dei computer, o come quando gli attori si producono in improbabili smorfie di sforzo per dimostrare il proprio uso della telepatia) non possono non far sorridere, ma ciò non toglie nulla alla visionarietà di questo incredibile film di genere (strepitoso Michael Ironside nei panni di Revok, con ghigno inquietante al seguito, angosciante come il vociare altrui che si sovrappone nei meandri del cervello), che affondando le sue radici nelle sfumature dell'eterno duello tra il Bene e il Male e pure in quelle dei generi che si contaminano tra loro, dà vita ad un'opera debordante, ma non arcigna e quindi accessibile anche ai non appassionati. Se si deve cercare un difetto, si può notare che in Scanners manca un po' del ritmo a cui siamo abituati in un certo cinema d'azione. Si deve considerare però che siamo all'inizio degli anni '80 e non si trattava certo di una grande produzione. Inoltre Cronenberg è un regista che tende ad "umanizzare" l'horror, a farlo risalire direttamente dall'interno del nostro corpo o, come in questo caso, dai meandri della mente, creando una nuovo immaginario orrorifico che ha dato vita ad altri due blandi seguiti senza alcun motivo di interesse. Scanners invece resta (e sarà) una pietra miliare che apre (e aprirà) degnamente un decennio ricco di idee, quegli ormai lontani anni '80 pieni di classici. E pure questo è un grande classico, che mantiene fresco ed intatto il suo fascino ed i suoi contenuti di denuncia sociale, purtroppo più che mai attuali.
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