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mercoledì 5 gennaio 2022

Noelle (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/01/2022 Qui - Confusione al Polo Nord quando l'erede di Babbo Natale decide di non voler fare il mestiere e scappa a Phoenix. Sua sorella, molto più indicata di lui al ruolo, va a cercarlo causando equivoci e pasticci più che prevedibili. Una favola natalizia (di produzione Disney e diretta dal Marc Lawrence di Professore per amore) non troppo originale e dal ritmo non sempre svelto, che può però contare su una Anna Kendrick assoluta deliziosa nel ruolo, che sopperisce a evidenti carenze di sceneggiatura col suo candore naturale. Meno spazio per gli altri, compresa una Shirley MacLaine ormai troppo in là con gli anni e di poco spessore sul risultato generale. Su di un prodotto gradevole sì, da apprezzare durante le festività natalizie, ma l'uso eccessivo di CGI e la prevedibilità degli esiti narrativi (il female empowerment imperante ne è una dimostrazione) lo riducono ad un telefilm pomeridiano a tratti impersonale. Un "telefilm" che palesa poca incisività e troppa voglia di enfatizzare concetti socio culturali, vedibile ma dimenticabile. Voto: 5+

mercoledì 14 aprile 2021

Quella notte a Miami... (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/04/2021 Qui - Film di grande impegno che stenta però a decollare. Regina King, che esordisce su grande schermo, non dico giocando sul sicuro, ma quasi (di certo giocando sul "politicamente corretto", e non è un caso che siano poi arrivate tre nomination agli Oscar 2021), mette in scena un incontro tra 4 figure storiche (ma anche pop) della cultura nera americana, un incontro a metà tra realtà e immaginazione. E' un incontro in cui tutti hanno qualcosa che vogliono o dovrebbero cambiare. Una sorta (ma lo è per davvero, scritta da Kemp Powers nel 2013) di pièce teatrale molto verbosa, in cui si mettono principalmente contro le due visioni del mondo rappresentate da Malcolm X e Sam Cooke. Così Cassius Clay diventa solo un enorme MacGuffin e Jim Brown un personaggio completamente di contorno (e la sua scena iniziale leggermente poco credibile). Ecco il film con l'incipit che ha e con questo contesto storico-politico-culturale avrebbe dovuto sfondare. Invece un ritmo non azzeccatissimo e una sceneggiatura un po' vacillante rischiano di rovinare un prodotto comunque godibile. Un prodotto che sfrutta al massimo (forse troppo) la base teatrale del testo, che si affida molto (e bene sì) agli attori (tutti e quattro i protagonisti sono infatti molto bravi, direi che il migliore è Eli Goree, un, futuro, Muhammad Alì dalla spiccata somiglianza fisica e ben caratterizzato nelle spacconate che nascondono un fondo di insicurezza da ragazzino catapultato in cima al mondo), che non risulta affatto pesante, ma che non rimane impresso. Voto: 6+