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giovedì 14 marzo 2019

Mister Chocolat (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/06/2017 Qui - Scrivere su storie vere o girare una biografia non è mai facile, poiché non c'è la fantasia di una reale finzione, comunque sia, con Mister Chocolat (Chocolat), film drammatico francese del 2016, Roschdy Zem, attore e regista francese piuttosto noto (almeno in patria), che ha voluto far conoscere al mondo la storia del primo artista di colore, Rafael Padilla, nato a Cuba schiavo, e approdato in Francia nell'ambiente circense della provincia alla fine del'800, il regista riesce nel suo non disprezzabile intento, quello di raccontare egregiamente la vita del primo clown nero della storia. In una dolorosa vicenda di un personaggio geniale e sregolato, che riuscì ad affrancarsi dalla schiavitù, ma che per quanto baciato dal successo, non ottenne mai una completa emancipazione, in tandem con un altro artista circense, costituì un duo esilarante, dove però lui aveva un ruolo di spalla, gregario, che a lungo andare gli cominciò ad andare stretto, minando anche il rapporto col partner, lui che afflitto dal demone del gioco e bersaglio continuo di rappresaglie e discriminazioni, visse una vita infelice, morendo ad appena 50 anni solo e in miseria. E Roschdy Zem quindi, dirige questo accurato e interessante biopic su questo personaggio che godette, ad inizio '900, di una celebrità notevole quanto effimera, con sensibilità e maestria. Dato che la vera storia di Rafael Padilla non era tanto facile da esporre, in quanto seppur bella, divenne (per colpa dei tempi) la tragica avventura di un pover'uomo nato schiavo e morto povero.

lunedì 7 gennaio 2019

Due giorni, una notte (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/07/2016 Qui - Due giorni, una notte (Deux jours, une nuit) è un drammatico film del 2014 scritto, diretto e prodotto dai fratelli Dardenne, con protagonista Marion Cotillard. La storia della pellicola, che ha partecipato in concorso alla 67ª edizione del Festival di Cannes, è semplice ma drammaticamente attuale in quanto il tema del lavoro è sempre un tema non facile da gestire ed esporre, anche se qui viene trattato in modo semplice e semplificativo, senza tante spiegazioni. Il film racconta di una situazione che potrebbe capitare a molti, specialmente da quando la catastrofica crisi economica ha bussato alla nostra porta, ovvero come quella di un'operaia, Sandra (Cotillard) di una piccola azienda belga che produce pannelli solari (in crisi per la concorrenza asiatica), che costretta ad assentarsi dal lavoro per un lungo periodo per motivi di salute (depressione) rischia il licenziamento. Ma ciò accadrebbe solamente se gli operai della sua stessa azienda decidono di beneficiare di un bonus di 1000 euro a discapito proprio del licenziamento di Sandra che ad una prima votazione viene accettata. Poiché però secondo la sua collega Juliette la votazione è stata influenzata negativamente dal capo reparto, che deciso a fare gli interessi della proprietà e considerando Sandra inaffidabile per continuare a lavorare, decide e convince a riproporre alla proprietà la votazione. L'accettazione della dirigenza comporterà così l'inizio del peregrinare di Sandra, che, nell'arco di un weekend (da cui il titolo del film), di casa in casa dei compagni di lavoro, cerca di fargli rinunciare al bonus per permettergli di rientrare al lavoro il lunedì successivo. Ma Due giorni e una notte non è solo il tempo che lei ha per convincere i suoi colleghi a rinunciare ad un bonus di mille euro così che lei non venga licenziata dall'azienda ma è la lotta di una donna per tenere stretto il suo posto di lavoro, contro i profittatori e soprattutto contro se stessa, buona e fragile, troppo fragile in una realtà che non prevede spazio per la debolezza. Una vicenda più attuale che mai, poiché considerato quel che succede oggi nel mondo del lavoro non si può escludere che una circostanza del genere, possa verificarsi realmente. E questo mettendo a dura prova noi ma di conseguenza anche le relazioni umane che ne derivano, difatti come l'ipotesi di un esperimento comportamentale (che, di fatto, lo è), rinunceresti ad un bonus del valore di mille euro per evitare il licenziamento di una collega? Se fossi io per 1000 euro ci rinuncerei, non ti cambia mica la vita, certo potrebbe far comodo ma per cosa, per perdere la tua integrità? No, ma probabilmente se questo ipotetico bonus fosse moltiplicato per 100 l'accetterei. Questo è infatti il sunto di questa opera, la risposta a questo dilemma che a sua volta induce a porsi la domanda d'obbligo della pellicola, riuscirà Sandra, la dipendente che rischia di perdere il suo posto di lavoro, a convincere la metà più uno dei suoi colleghi a votare a suo favore rinunciando al bonus?