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lunedì 4 marzo 2019

Land of Mine: Sotto la sabbia (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2017 Qui - Candidato agli ultimissimi Premi Oscar come miglior film straniero, rappresentante la Danimarca, ma senza risultarne vincitore, Land of Mine: Sotto la sabbia (Under sandet), film del 2015 diretto da Martin Zandvliet, è un film crudo, spiazzante e doloroso, che rievoca una pagina di Storia poco conosciuta, eventi realmente accaduti poco trattati nei libri, quella di un massacro silenzioso, alquanto spietato ma ottimamente raccontato con ritmi serrati e scelte stilistiche efficaci. Land of Mine infatti, racconta la poco nota vicenda storica dello sminamento di centinaia di chilometri di costa danese, per portare a termine il quale vennero utilizzati al termine della Seconda Guerra Mondiale, clandestinamente e fuori dalle Convenzioni belliche, duemila prigionieri tedeschi per lo più giovanissimi, che per metà sarebbero morti o rimasti mutilati durante le operazioni di bonifica. E il film tratta questa drammatica pagina come pena di contrappasso contro gli sconfitti, prevedendo non solo il conseguente capovolgimento dei ruoli tra le parti, con i soldati nazisti prigionieri e oppressi e i loro colleghi danesi carcerieri e aguzzini, ma anche la perfetta ri-ambientazione invertita degli elementi materiali e psicologici, come la casa-dormitorio modello lager, i lavori forzati, la denutrizione, le umiliazioni e le sofferenze psicologiche. Certo, siamo lontani dagli orrori dei campi di sterminio nazisti, manca la fredda e folle logica dello sterminio a determinare la stessa cupezza e crudeltà da girone infernale dei lager, tuttavia anche qui non mancano né la crudezza descrittiva, né gli accenti sadici e disumani che le circostanze impongono. Sappiamo bene infatti che 'i colpi di coda' sono tremendi e quando le guerre finiscono tutto il lavoro sporco prima dei vari rientri a casa è un momento dolente dove rabbie, frustrazioni e violenze gratuite si abbattono sui sopravvissuti.