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mercoledì 31 agosto 2022

La ragazza di Stillwater (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - Se Tom McCarthy ci aveva strabiliato con il precedente film (Il caso Spotlight), qui la sua conversione a una storia più sofferta e per certi versi più europea non sortisce gli effetti sperati. Valicare le due ore di durata si rivela infatti un'impresa abbastanza difficile e che l'esperienza interiore del protagonista, un Matt Damon quasi sempre in scena, da sola non riesce a sostenere. A tratti sembra qualcosa di televisivo, anche se questo non significa che la fattura sia poco curata. Manca però un vero coinvolgimento e nessuna performance è memorabile. Un film non del tutto riuscito, un dramma solido ma pesante, a tratti quasi didascalico e non esente da passaggi sentimentali ricattatori, al quale avrebbe giovato una maggiore concisione. Buono comunque l'epilogo malinconico anche se nel segno di un ritrovato rapporto padre/figlia. Insomma, un film potenzialmente interessante (sorvolando sull'operazione "Amanda Knox", perché il film è anche quello) ma che si porta dietro tutti i difetti di un certo cinema "medio" contemporaneo statunitense. Voto: 5,5

martedì 8 gennaio 2019

La moglie del cuoco (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/07/2016 Qui - La moglie del cuoco (On a failli être amies) del 2014. Film in cui si racconta di due donne che si incontrano perché una di queste (Carole), annoiata della propria vita e consorte (moglie infelice e stanca di vivere all'ombra del marito) di uno chef di un importante ristorante dove collabora spesso e volentieri (pare), che pur conducendo una vita agiata, vuole cercarsi un'occupazione alternativa (alla ricerca di una propria dimensione più autonoma) presso un'agenzia di collocamento (un centro per la formazione, a cui si rivolgono persone in cerca di una diversa occupazione) dove lavora l'altra (Marithé). Lei aiuta l'amica (anche se il rapporto di amicizia tra le due è basato maggiormente sulla reciproca complicità), che infine cambia il suo stile di vita, a tal punto da lasciare il marito, ma nel frattempo, è lei stessa a innamorarsi dello chef (Sam, acclamato ed energico chef dal fascino burbero e ammaliante), portando così ad un'evoluzione degli eventi che porteranno perciò a nuove condizioni di vita sia all'una che all'altra. Questa pellicola costituisce quindi l'ennesima commedia francese imperniata sul cibo attorno a cui poi si svolgono i fatti, più esilaranti o meno, che determinano l'intera vicenda che la regista (Anne Le Ny) dirige scientificamente e agilmente nonostante una certa scontatezza.