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sabato 6 luglio 2019

Dietro la maschera (A carnevale ogni recensione vale) - Hush (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/03/2019 Qui - Ho visto da qualche giorno, per rispondere alla richiesta della combriccola di blogger cinefili di vedere e recensire un film con protagonista una "maschera", Hush, film del 2016 diretto da Mike Flanagan già regista di Oculus e di Somnia. Ebbene dico subito che il film mi è piaciuto nella sua sobria semplicità, l'ora e mezza scarsa di durata è passata in un baleno senza mai annoiare. E' un classico home invasion, tipo quelli dentro la casa devono difendersi da quelli fuori, che non si discosta molto dall'archetipo del genere e con una trama ridotta all'osso, che ruota tutto attorno alla lotta tra preda e cacciatore. Tuttavia, il particolare più interessante della classica storia della giovane e promettente scrittrice che vive in una casa isolata nei boschi ma che si ritroverà improvvisamente attaccata da un uomo mascherato, che sarà ovviamente l'inizio di una lenta ma inesorabile caccia in cui nulla è come sembra, è che la nostra protagonista femminile è sordomuta a causa di una meningite contratta all'età di 13 anni. La sua disabilità fisica, come già nel personaggio principale dell'horror Don't Breathe (il protagonista era cieco), giocherà difatti un ruolo centrale all'interno dell'intera trama dove lo stereotipo della "vittima con disabilità" sarà più volte sovvertito. La questione del sovvertimento degli stereotipi (una tendenza riscontrabile in molto cinema horror da un po' di anni a questa parte) non è però il solo punto di forza della vicenda. Il regista, infatti, riesce a mettere in piedi una piccola perla grazie a un uso sapiente di alcuni elementi presi direttamente dagli slasher classici, mescolati con arguzia e un pizzico di coraggio ad altre caratteristiche più di stampo moderno. Egli difatti, specialista e molto attivo nel campo dell'horror, anche se dal suo esordio positivo di Oculus e del discreto Somnia ha fatto un passo falso con Ouija - L'origine del male, sembra aver ben imparato bene (sin troppo!) la lezione di Wes Craven riepilogata ed estrinsecata con cura in Scream e nei successivi seguiti, e firma un horror classico e puro giocato tutto sullo scontro frontale tra un nemico potente, ed una vittima che ha solo la possibilità di temporeggiare per evitare il peggio.