Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2016 Qui - E' arrivata mia figlia! è un garbato film brasiliano (del 2015), scritto e diretto da Anna Muylaert, regista molto conosciuta nel suo paese, sconosciuta da noi, che racconta una storia, in chiave di commedia e dai tempi perfetti e con sfumature toccanti, che è anche uno spaccato della situazione socio-economica del Brasile di oggi. Un film che grazie alle Olimpiadi a Rio assume ed ha assunto almeno personalmente un certo interesse. Vincitore del Premio Speciale alla Giuria al Sundance e del premio del pubblico al Festival di Berlino 2015, il film vanta come protagonista Regina Casé, attrice teatrale, cinematografica e televisiva con una carriera ultra-quarantennale alle spalle, ad oggi una delle interpreti più importanti del Brasile, da noi ovviamente semi-sconosciuta come tutti gli altri interpreti. La Casè presta il volto a Val, una governante a tempo pieno che da sempre ha come unica missione il proprio lavoro. Val è la serva ideale, si direbbe che abbia nei geni l'idea platonica del servizio e dell'obbedienza anche se convive con il senso di colpa per aver lasciato la figlia. Con indosso la classica uniforme da domestica perennemente inamidata, che oramai è diventata una seconda pelle, è al servizio dei suoi facoltosi datori di lavoro di San Paolo e ogni giorno accudisce con devozione il loro figlio adolescente (Fabinho) fin da quando era in fasce, avendolo di fatto cresciuto lei stessa. Ogni cosa e ogni persona ha il suo posto nell'elegante abitazione (anche lei, che vive orgogliosa nella sua piccola e squallida cameretta), fino al giorno in cui sua figlia Jessica arriva dalla città natale di Val per fare i test di ammissione all'università. Dopo averla affidata alle cure e all'educazione di alcuni parenti nel nord del Brasile, Val ha sacrificato, per così dire, la propria vita in favore del ruolo di governante, ma tredici anni dopo, la figlia arriva pronta a criticare l'atteggiamento succube della madre, spiazzando tutti, Val in primis, con il suo comportamento imprevedibile, dando così origine a una convivenza non facile in cui ognuno sarà influenzato dalla personalità e dal candore della giovane, che con il suo spirito libero, moderno e colto farà crollare i fragili equilibri della famiglia (c'è chi, come il capo famiglia, ne rimane affascinato, e chi, come la moglie, fortemente in contrasto tanto da indurla a lasciare la casa), risvegliando però nella madre un sussulto di orgoglio, di voglia di libertà e la possibilità recuperare ancora l'affetto sincero della figlia. È arrivata mia figlia è uno di quei film davvero difficili da recensire, né brutto né bello, leggero, educato, brioso ed inoffensivo, sul quale in fondo c'è poco da dire. Ciò che salta agli occhi è la levità della regia di Anna Muylaert, un tocco femminile che regala garbo e fluidità ad un racconto che scorre piacevole e prevedibile, senza scosse o sorprese.
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sabato 19 gennaio 2019
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