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domenica 10 febbraio 2019

Matrimonio al sud (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/11/2016 Qui - Matrimonio al Sud, film del 2015 di Paolo Costella, è probabilmente il film più stereotipato del cinema italiano, perché ancora una volta come se nulla fosse, come se non ne abbiamo visto già abbastanza di film di questo tipo, ci propina nuovamente (e ancora più assurdamente) la guerra territoriale tra Nord e Sud, stavolta senza un minimo di logica e buon senso. Come le ormai arcaiche convinzioni di un 'cumenda' milanese (un sempre più in basso Massimo Boldi) proprietario di una ditta di salumi che odia i "terroni". Al contrario un pizzaiolo (chi sennò Biagio Izzo) che abita nel paesino campano di San Valentino a Mare (che non esiste, anzi, il paese è chiaramente Polignano a Mare in Puglia, ma nessuno dice niente) pensa che al nord siano tutti "polentoni". Peccato e fortunatamente che i rispettivi figli, il milanese Teo e la campana (arridaje) Sofia, si incontrino in un'università di Trento e decidano di sposarsi. E poiché "il matrimonio più meridionale dei matrimoni meridionali" verrà ovviamente celebrato al sud, i Colombo si trasferiscono in "terronia" e iniziano una schermaglia con i Caprioli che proseguirà per tutta la durata dei preparativi. In Matrimonio al Sud, farsa vecchio stile incentrata su tutti gli stereotipi e pregiudizi possibili e immaginabili, oltre alla mancanza di originalità, c'è anche tanto cattivo gusto (e sponsorizzazioni selvagge al seguito).